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#33di marikam - 12 May 2010 08:37:52

marikam
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Buongiorno a tutti!
Questo forum mi è già stato molto utile, ma -visto che conosco veramente poco il mondo fiscale- vorrei chiedere qualche precisazione in merito alla mia situazione, se possibile.
Ho lavorato come disegnatrice per cinque anni con contratti di collaborazione a progetto, regolarmente iscritta alla gestione separata dell'inps.
Ora non lavoro più con quello studio ma sto cercando di crearmi un mio giro, ed essendo all'inizio la soluzione più semplice sarebbe la ricevuta per prestazioni occasionali.
Quello che mi chiedo è: 1) devo cancellarmi dalla gestione separata? e se sì, come? 2) (e scusate l'ignoranza!) se io invece di 100 ricevo 120 euro, materialmente dove li metto quei 20 versati come ritenuta?
Grazie tante

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#34di palomar - 14 May 2010 18:04:33

palomar
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Grazie Jack, gentilissimo!
aggiungo ancora un dettaglio alla mia precedente domanda.

Se io svolgo un lavoro occasionale ogni mese per lo stesso committente, ma variabile nella cifra del compenso, posso fare una ricevuta d'acconto ogni mese e ricevere il pagamento ogni mese o posso farne solo una finale?

il caso particolare è quello che io scrivo tot articoli e/o faccio un lavoro di consulente di redazione una volta al mese per una rivista, con un compenso variabile ogni mese, quindi questo compenso non può essere fisso per ogni mese e cumulativo in una sola tranche finale...posso in questo caso essere pagata dalla stessa rivista ogni mese con ritenuta d'acconto?

grazie ancora del prezioso aiuto!

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#35di Jack - 25 May 2010 05:18:47

Jack
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

marikam ha scritto:

1) devo cancellarmi dalla gestione separata?

Continuando a portare avanti un giro superiore ai 5000 euro no, ma dipende come vuoi (e puoi) inquadrare la tua attività (occasionale, non occasionale). Di norma in questi casi è più semplice aprire una p.iva e chiedere ad un commercialista un colloquio iniziale (gratuito e molto utile per decidere il da farsi).

e se sì come?

http://www.dylog.it/software/utilita/pdf/moduli/var_canc.pdf

2) se io invece di 100 ricevo 120 euro, materialmente dove li metto quei 20 versati come ritenuta?

Li pagano i committenti. Per ricevere 100 devi indicare in ricevuta 120 di cui 20% di ritenuta.

J


Oscon: il facsimile di contratto e prestazione occasionale! smile

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#36di Jack - 25 May 2010 06:07:00

Jack
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

palomar ha scritto:

Se io svolgo un lavoro occasionale ogni mese per lo stesso committente

Un lavoro svolto ogni mese per lo stesso committente molto raramente è occasionale, anche se la cifra cambia. Se si tratta di cifre poco considerevoli puoi chiedere agli uffici dell'agenzia delle entrate della tua zona come è da loro accettato comportarsi: è il modo più sicuro.

posso in questo caso essere pagata dalla stessa rivista ogni mese con ritenuta d'acconto?

Vedi sopra. In linea generale direi di no. Da ciò che dici non mi pare inoltre rientri nemmeno nella cessione diritto d'autore (sul forum ci sono vari approfondimenti sul tema, puoi leggere anche qua)

J


Oscon: il facsimile di contratto e prestazione occasionale! smile

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#37di marikam - 26 May 2010 16:35:15

marikam
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Se ho ben capito quindi, sarebbe meglio aspettare e vedere come sarà il guadagno di quest'anno.
Se dovessi rimanere sotto i 5000 dovrei comunque obbligatoriamente cancellarmi, anche se non capisco bene in cosa si incorra rimanendo iscritti in attesa di un cambiamento di circostanze...
Altrimenti vedrò il da farsi.
(dal commercialista sono stata ma per ora la P.IVA sarebbe troppo cara)

GRAZIE a tutti quelli che, come Jack, mettono generosamente la loro esperienza a disposizione degli altri.

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#38di sandro.oliva - 31 May 2010 17:31:36

sandro.oliva
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

plettro79 ha scritto:

3) Inoltre io posso scrivere su un biglietto da visita o su un sito una frase del genere: "Costruisco il tuo sito a meno di 120 euro"? e indicare ad esempio sulla homepage espressamente che viene lasciata regolare ricevuta?

Spero non ti offenderai, ma quelli come te sfasciano il mercato!! 120 Euro!!! smile

Volevo "completare" il discorso sulla ritenuta d'acconto (RA), con delle osservazioni che mi pare nessuno abbia fatto (almeno in questa discussione).

1) La ritenuta d'acconto (RA), come già detto, la verserà il vostro cliente, ed è tenuto a farlo entro il 16 del mese successivo al pagamento.

2) Ad anno concluso il vostro cliente è tenuto a mandarvi una "Certificazione ritenute d'acconto", cioè un documento che certifica tutti i pagamenti soggetti a RA dell'anno prima. E' vostro diritto esigere l'invio di questo documento in tempo utile per presentare la dichiarazione dei redditi (sempre se dovete presentarla). (Credo che per legge il termine sia fine febbraio dell'anno successivo le prestazioni).
Se non ve la mandano, chiedetela! Anche se quei soldi non entreranno mai nelle vostre tasche (Le ritenute) sono sempre soldi vostri che il cliente avrebbe dovuto versare per vostro conto all'erario!

Fatte queste due premesse, può capitare anche che:
Il cliente vi paghi l'intera somma imponibile, cioè non si trattiene il 20% di RA. Questo può accadere per pigrizia (Voi lo chiamate e lui vi dice: "Versati da solo la ritenuta".) oppure perchè sono società che lavorano sempre e solo con società e non con lavoratori autonomi/occasionali (e non sanno nemmeno loro cosa sia la ritenuta.... qualcuno non mi crederà, ma a me è successo più di una volta).
Per fare tutte le cose in regola, ed evitare problemi in caso di controlli futuri da parte dell'agenzia delle entrate:

Se vi pagano in contanti, fate attenzione che vi diano l'importo esatto, (se l'importo era 100 - 20%(RA), vi devono dare 80, non 100!

Se invece vi fanno un bonifico, le cose si complicano, e per non avere problemi consultate il commercialista. La strada da seguire è comunque quella di restituire tutto l'importo al cliente, con una "Nota di Credito", come causale potete mettere "Errato importo percepito", ed esigere poi un nuovo pagamento con l'importo corretto.

Personalmente, se fiuto che il cliente non ha la più pallida idea di cosa sia la ritenuta, aggiungo un bel asterisco dopo l'importo della ritenuta, e in calce aggiungo:

(*) La ritenuta d'acconto va versata all'erario direttamente dal Cliente entro il 16 del mese successivo al pagamento, tramite modello F24, codice tributo 1040

E' un metodo abbastanza elegante per mettere le cose in chiaro, senza dare del "cretino" al vostro cliente smile, e anzi, magari ci fate una bella figura perchè conoscete quello di cui state parlando.

Dall'altro lato invece, cioè se siete voi ad aver commissionato un lavoro ad un lavoratore occasionale o professionista soggetto a RA, ricordatevi sempre di versare la ritenuta entro il 16 del mese successivo il pagamento. Se il 16 è già passato, consultate il commercialista, con pochi euro in più siete a posto. Se invece pagate in ritardo senza il ravvedimento, aspettatevi dopo qualche anno una bella lettera dall'agenzia delle entrate e una bella cartella esattoriale (mora + sanzione + interessi... smile )

Un altro consiglio che mi sembra non sia mai stato dato su questo forum, tenuto conto anche del fatto che qualcuno chiedeva

"devo sempre indicare la partita IVA sulla ricevuta? "

Ebbene, PRIMA di emettere qualsiasi fattura o ricevuta, CONTROLLATE SEMPRE CHE IL NUMERO DI PARTITA IVA ESISTA !!!
Se emettete una fattura ad un soggetto che per il fisco non esiste, potreste potenzialmente trovarvi sommersi dalla cacca.

Per controllare un numero di P.IVA (Italiana o Comunitaria) potete andare sul sito www.agenziaentrate.it , cliccare sul menu "servizi" e poi "Partite IVA Comunitarie", inserite il numero di P.IVA del vostro cliente e controllate che esista. Avrete perso un minuto, ma potete scongiurare problemi futuri.... Immaginatevi che cosa potete rispondere a un finanziere che viene a casa vostra e vi chiede: "Come mai lei 3 anni fa ha emesso una fattura ad una fantomatica ditta slovacca che non esiste e non è mai esistita?"

Inotre, se il Cliente ha sbagliato di comunicare la sua P.IVA, gliela richiederete, e lui penserà "guarda che professionale questo.... ha pure controllato il numero prima di emettere la fattura!, è uno serio! Magari gli daremo più lavoro e più soldi! big_smile"

Sandro

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#39di Federica - 12 Jun 2010 00:11:09

Federica
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Ciao a tutti, so che avete scritto molto sull'argomento, ma io sono un pò dura di comprendonio e le cose vorrei capirle bene.
Allora, vi spiego qual è il mio problema:
Avrei in mente un paio di progetti da attuare, in entrami i casi si tratta di produrre materiale per cartolerie, tabaccai, fiorai ecc. (cartoline, biglietti d'auguri, calendari, ecc.); in un caso si tratta di preparare l'espositore da piazzare nei negozi in conto vendita, nell'altro caso si tratta di personalizzare alcuni di questi prodotti, quindi depositare in negozio un catalogo e degli esempi di prodotto finito e lavorare solo sulle prenotazioni. Ora, non avendo partita iva, ho chiesto conferma all'agenzia delle entrate sulla possibilità di iniziare a lavorare con il codice fiscale per vedere se vale la pena aprire la partita iva, e loro mi hanno confermato che si, si può fare anche se non sono stati molto chiari per quanto riguarda l'aspetto del limite, per cui penso di attenermi a quello dei 5000 euro annui. Ora, però, mi resta da chiarire che tipo di contratto fare (lavoro occasionale? Su che modello? E' contemplato il lavoro occasionale con il conto vendita?), e come gestire le ricevute. Qualcuno mi ha parlato di una ricevuta con ritenuta d'acconto, so che ne avete parlato parecchio ma io non ho ancora capito bene, l'ho detto, sono un pò dura!:D
Nel momento in cui vado dal negoziante a controllare lo stato delle vendite e a ricaricare gli espositori, a meno che non mi faccia pagare di volta in volta, immagino si debba registrare il numero della merce lasciata per poi poter contare quella venduta e fare la ricevuta, giusto? Ora, questa ricevuta, con che cadenza è il caso di farla? Settimanalmente, mensilmente o è indifferente? E ora arriviamo alla ritenuta d'acconto: in questo caso, sto benedetto 20%, a chi va tolto? A me che gli porto la merce o a lui? Mettiamo, per esempio, che a fine mese (o fine settimana, quello che sia), lui ha venduto merce per 100 euro di incasso e che gli spetti, come compenso, il 20%, dunque 20 euro a lui e 80 a me. Come va fatta la ricevuta in questo caso? E' possibile avere un esempio, eventualmente anche con la voce della ritenuta d'acconto, se è prevista?
Spero di non aver fatto un discorso troppo aggrovigliato, è che sono molto confusa!

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#40di sandro.oliva - 12 Jun 2010 16:59:03

sandro.oliva
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Credo che nel tuo caso, per essere in regola, non puoi lavorare con le ricevute in ritenuta d'acconto.

La proprietà fondamentale della ricevuta in ritenuta d'acconto, "per lavoro occasionale", è appunto l'occasionalità..... cioè la devi emettere senza "regolarità". Tu fai una prestazione ad un cliente, una volta, e lui ti paga. Se parli di "cadenzialità", questo presupposto non è soddisfatto.... non è un lavoro "occasionale" il tuo, ma è un lavoro con caratteristiche "continuative".

Non puoi emettere "una ricevuta di lavoro occasionale" ogni settimana (e neanche ogni mese), semplicemente perchè non è "occasionale"...

L'altro punto che devi tener presente, è che queste ricevute (senza P.IVA), riguardano "prestazioni", prestazioni di lavoro.... se vendi delle merci, non puoi usare questo metodo. (per quanto ne so io)
In pratica puoi emettere una ricevuta in ritenuta d'acconto, se fai un lavoro, non se vendi della roba.... e poi, se vendi della roba, si presuppone che questa roba la compri da qualcuno, o almeno le materie prime per creare i tuoi prodotti..... e se li compri senza P.IVA, probabilmente non ti conviene.... credo che il tuo caso rientri nell'Artigianato. Dovresti andare anche alla tua Camera di Commercio a informarti.... perchè non puoi neanche aprire una partita iva come libero professionista (senza iscrizione in camera di commercio)... perchè neanche lì puoi vendere merci, ma puoi solo vendere "il tuo lavoro", la "tua consulenza"....

Se compri della merce e poi la rivendi, ed emetti una ricevuta in ritenuta d'acconto per prestazione di lavoro occasionale, sei nell'illegalità... e non sarà d'accordo neanche il tuo cliente.... perchè se ha dei controlli deve dimostrare dove ha preso quelle merci.


Sandro

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#41di Federica - 12 Jun 2010 18:24:59

Federica
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Da quello che mi hanno detto, dal momento che si, compro la materia prima ma quello che vendo lo produco io, si tratta di lavoro artigianale e che posso fare la ricevuta di prestazione occasionale (come quella scaricabile da qui) col codice fiscale restando sul lavoro occasionale.

Certo, se ci vado avanti mesi e mesi è chiaro che non è più occasionale, ma non è questa la mia intenzione, io vorrei solo capire se vale la pena aprire partita iva (con tutto quello che comporta) oppure conviene che pensi a qualche altra cosa; alla camera di commercio non sono ancora stata perchè ero in dubbio, ma settimana prossima ci vado di corsa!

Intanto grazie per la tua risposta!
Federica

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#42di sandro.oliva - 13 Jun 2010 11:18:59

sandro.oliva
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Federica ha scritto:

Da quello che mi hanno detto, dal momento che si, compro la materia prima ma quello che vendo lo produco io, si tratta di lavoro artigianale e che posso fare le ricevute col codice fiscale restando sul lavoro occasionale.

A me questa mi puzza... se si tratta di lavoro artigianale (te lo hanno detto loro) non può essere una prestazione occasionale.... è un controsenso palese.

Tu vuoi vendere dei beni materiali.... e secondo me non puoi emettere una ricevuta per "prestazione di lavoro".... ovvero, lo puoi fare, ma a tuo rischio.
Probabilmente le persone alle quali hai chiesto, ti hanno mandato un messaggio fra le righe, del tipo: "inizia così... poi se la cosa funziona, ti metterai in regola"......

Forse, per regolarizzare all'inizio un pò la situazione, potresti far comprare le materie prime al tuo cliente (così lui si scarica anche i costi e l'IVA, e può "provare" la provenienza dei prodotti che vende) e tu "ti avvicini" al "lavoro occasionale", anche se per essere in regola, a mio parere dovresti aprire p.iva come artigiana.
E nelle ricevute comunque non indicherai dei beni, ma indicherai (come oggetto), comunque una prestazione di lavoro svolto per il tuo cliente.

Comunque ti consiglio di andare alla Camera di Commercio, e magari aspetta che ti risponda qualcuno che ne sa più di me su questo Forum smile

Sandro

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#43di Federica - 13 Jun 2010 17:15:08

Federica
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

A me questa mi puzza... se si tratta di lavoro artigianale (te lo hanno detto loro) non può essere una prestazione occasionale.... è un controsenso palese.

Infatti ho una confusione indicibile!

Tu vuoi vendere dei beni materiali.... e secondo me non puoi emettere una ricevuta per "prestazione di lavoro".... ovvero, lo puoi fare, ma a tuo rischio.
Probabilmente le persone alle quali hai chiesto, ti hanno mandato un messaggio fra le righe, del tipo: "inizia così... poi se la cosa funziona, ti metterai in regola"......

Questo è molto probabile, anche perchè ho fatto presente qual è il problema e, in effetti, uno che deve cominciare a muoversi ma non sa come va, mica si può imbarcare aprendo la partita iva? Così, se poi la cosa non va, ci rimette pure i soldi che non ha! Insomma, ci vuole qualcosa che permetta alle persone di sperimentare, legalmente, se il lavoro su cui ci si vuole buttare ha la possibilità di dare qualche frutto oppure no.

Forse, per regolarizzare all'inizio un pò la situazione, potresti far comprare le materie prime al tuo cliente (così lui si scarica anche i costi e l'IVA, e può "provare" la provenienza dei prodotti che vende) e tu "ti avvicini" al "lavoro occasionale", anche se per essere in regola, a mio parere dovresti aprire p.iva come artigiana.
E nelle ricevute comunque non indicherai dei beni, ma indicherai (come oggetto), comunque una prestazione di lavoro svolto per il tuo cliente.

Si, a questo avevo pensato ma è un pò complicato perchè non ho già un cliente, magari un amico, a cui appoggiarmi e con cui sperimentare la cosa.

Comunque ti consiglio di andare alla Camera di Commercio, e magari aspetta che ti risponda qualcuno che ne sa più di me su questo Forum smile

Lo farò al più presto!

Grazie mille!

Federica

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#44di sandro.oliva - 14 Jun 2010 08:58:46

sandro.oliva
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Federica ha scritto:

Infatti ho una confusione indicibile!

Consolati col fatto che è così per la maggior parte delle persone che iniziano. Io consiglio sempre, comunque, di cercare di capire il più possibile come funzionano le cose. Anche quando ti affiderai ad un commercialista, è sempre bene capire come funziona.

Primo perchè il commercialista è umano e può sbagliare anche lui, e poi se capisci le cose, ti senti più sicura e padrona di quello che fai.
Poi ci sono commercialisti che offrono il loro supporto per pochi soldi all'inizio, in modo da agevolarti all'inizio.

Se ad esempio, quando ti imbatterai nell'articolo di una legge, non costa nulla reperirla e stamparla (Google è tuo amico). La sera, la prima volta, la leggerai e non ci capirai un tubo. Ma mano a mano imparerai il "legalese", che è una lingua a parte smile , e quando parlerai col commercialista, anche lui vedrà che un pò ti intendi dell'argomento, e lui probabilmente ti tratterà meglio, e non sarà superficiale nel fare le cose.

Ti potrà anche capitare che il commercialista non ti sappia dare qualche risposta, e magari neanche gli uffici competenti. (A me è capitato)
Ma il buonsenso deve essere sempre il concetto di fondo.

Federica ha scritto:

Questo è molto probabile, anche perchè ho fatto presente qual è il problema e, in effetti, uno che deve cominciare a muoversi ma non sa come va, mica si può imbarcare aprendo la partita iva? Così, se poi la cosa non va, ci rimette pure i soldi che non ha! Insomma, ci vuole qualcosa che permetta alle persone di sperimentare, legalmente, se il lavoro su cui ci si vuole buttare ha la possibilità di dare qualche frutto oppure no.

Sono d'accordo solo in parte, aprire una ditta è più complicato a dire che a fare, e a seconda del periodo e in che regione vivi, esistono molte agevolazioni per i giovani. Ad esempio regimi agevolati, o semplificazioni come il regime dei minimi.
Poi puoi trovare delle organizzazioni "incubatrici" di aziende, cioè organizzazioni che possono finanziarti per un tot tempo (di solito se hai delle idee innovative) e magari darti un ufficio con energia elettrica e riscaldamento a prezzi agevolati.
Tutte queste cose le puoi scoprire parlando con diversi soggetti nel tuo territorio, altri piccoli imprenditori e amici, in camera di commercio, addirittura a volte negli "info point giovani" del tuo comune, eccetera.
Cerca anche informazioni sul sito del tuo comune o della tua provincia. A volte capita qualche ente che elargisce soldi ai nuovi imprenditori, ma siccome nessuno sà di queste cose, nessuno fa domanda!

Purtroppo in Italia vige un pò questa regola... prima inizia e poi ti metti in regola... ma non è che sia il massimo. Puoi sempre imbatterti in delle sanzioni che non avevi previsto, e che potevano essere evitate con meno spesa ed impegno.

Si, a questo avevo pensato ma è un pò complicato perchè non ho già un cliente, magari un amico, a cui appoggiarmi e con cui sperimentare la cosa.

Secondo me è una ragione in più per essere in regola da subito, se ti presenti "zoppicante" da un nuovo cliente, la figura che ci fai potrebbe non essere brillantissima, e sarebbe un deterrente per il tuo cliente.

Sandro

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#45di Federica - 14 Jun 2010 10:20:56

Federica
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Sono d'accordo solo in parte, aprire una ditta è più complicato a dire che a fare, e a seconda del periodo e in che regione vivi, esistono molte agevolazioni per i giovani. Ad esempio regimi agevolati, o semplificazioni come il regime dei minimi.
Poi puoi trovare delle organizzazioni "incubatrici" di aziende, cioè organizzazioni che possono finanziarti per un tot tempo (di solito se hai delle idee innovative) e magari darti un ufficio con energia elettrica e riscaldamento a prezzi agevolati.
Tutte queste cose le puoi scoprire parlando con diversi soggetti nel tuo territorio, altri piccoli imprenditori e amici, in camera di commercio, addirittura a volte negli "info point giovani" del tuo comune, eccetera.
Cerca anche informazioni sul sito del tuo comune o della tua provincia. A volte capita qualche ente che elargisce soldi ai nuovi imprenditori, ma siccome nessuno sà di queste cose, nessuno fa domanda!

Organizzazioni "incubatrici" è la prima volta che lo sento, so che ci sono agevolazioni regionali o europee per l'avvio di nuove attività. Pare anche (almeno così mi dicono) che attualmente sia più facile accedervi, nel senso che, fino a poco tempo fa, non eri amico di tizio o caio, stavi fresco a chiere i contributi! E c'è poi l'ostacolo dei soldi da anticipare, perchè i fondi vengono erogati dietro presentazione delle fatture....bella str......! Come dire, se hai i soldi ti diamo i fondi, se i soldi non li hai ti attacchi! Comunque questo è un passaggio, a quanto dicono, aggirabile, ma per me resta sempre il passo successivo, non posso chiedere prestiti per lo stesso motivo per cui non posso subito aprire la partita iva, perchè non so se il mio prodotto si vende!

Purtroppo in Italia vige un pò questa regola... prima inizia e poi ti metti in regola... ma non è che sia il massimo. Puoi sempre imbatterti in delle sanzioni che non avevi previsto, e che potevano essere evitate con meno spesa ed impegno. 

Purtroppo è anche vero che in Italia, spesso, sei "costretto" a fare le cose non in regola. Io vorrei restare nella legalità, per questo sto cercando consigli e indicazioni a destra e a manca, per fare le cose per bene senza finire dalla padella alla brace! Daltronde, per vedere se i miei prodotti si vendono, non ci vuole poi molto, penso che un mese, massimo 2 siano sufficienti per capire se vale la pena. Se apro la partita iva subito e a fine mese non ho venduto niente, le spese come le copro?

Secondo me è una ragione in più per essere in regola da subito, se ti presenti "zoppicante" da un nuovo cliente, la figura che ci fai potrebbe non essere brillantissima, e sarebbe un deterrente per il tuo cliente.

E questo è sicuramente un altro motivo per fare le cose fatte bene, che è esattamente quello che voglio!:)

Federica

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#46di Federica - 14 Jun 2010 10:22:58

Federica
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Per la cronaca, sto sperimentando come si quota, al prossimo tentativo dovrebbe andare meglio! big_smile

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#47di enola - 6 Jul 2010 23:39:53

enola
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

ciao avrei qualche domanda in merito alla ritenuta:
stò svolgendo dei lavori occasionali per un'azienda che vende prodotti alimentari.
al momento ho lavorato un paio di volte, la prima mi è stata "retribuita" coi prodotti venduti, mentre la seconda volta mi è stata pagata oggi 10 € in meno della cifra pattuita verbalmente.
Il datore di lavoro mi ha detto che vuole prepararmi la notula di ritenuta e vorrebbe anche inserirci il totale dei prodotti che mi ha dato come "retribuzione" la prima volta, condiderando il fatto che vorrei chiarire con lui la cosa, la mia domanda è questa:

1-è normale che il datore di lavoro prepari lui la notula?

2-quindi dovrei dedurre che i 10€ in meno dovrei considerli come il -20% di iva che lui si è tenuto?

3-inoltre leggendo qualche vecchio post mi pare di aver capito che non è normale inserire in una ritenuta d'acconto dei prodotti alimentari che per di + hanno un'altra iva giusto?

4-se in una ritenuta specifico il lordo, l'iva e il netto da percepire, nel pagamento io percepisco il netto, io poi a mia volta anche quando ricevo il documento da parte dell'azienda via posta dell'avvenuta collaborazione non devo pagare ulteriori tasse giusto?

spero di essere stata abb chiara... visto l'ora la stanchezza inizia a farsi sentire... wink

grazie 1000

ciao!

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#48di sandro.oliva - 7 Jul 2010 09:27:15

sandro.oliva
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Re: Ritenuta d'acconto, come funziona?

Ciao e benvenuta,

enola ha scritto:

1-è normale che il datore di lavoro prepari lui la notula?

Diciamo che al fisco poco importa chi la scrive, basta che sia scritta in modo corretto.... la ricevuta va scritta in duplice copia, una al datore e una a te. L' "originale" va al datore di lavoro.
Molti datori fanno così, anche per aiutare il collaboratore, perchè magari il collaboratore (tu in questo caso) non sa scriverla.
Da questo punto di vista non ci sono problemi.

Comunque, da quello che ho capito, stiamo parlando di "ricevuta" e non di "notula".... la notula, nel senso stretto del termine, è una "fattura proforma" o "avviso di parcella", un documento che non ha rilevanza ai fini fiscali... credo che il tuo datore di lavoro abbia usato questo termine in modo improprio.

2-quindi dovrei dedurre che i 10€ in meno dovrei considerli come il -20% di iva che lui si è tenuto?

L'iva non centra nulla, quello che lui si è trattenuto è la "ritenuta d'acconto", l'importo della prestazione dovrebbe essere stata di 50 Euro, visto che il 20% corrisponde a 10 Euro. Quindi in teoria ti dovrebbe aver dato in mano 40 Euro. o no ?

3-inoltre leggendo qualche vecchio post mi pare di aver capito che non è normale inserire in una ritenuta d'acconto dei prodotti alimentari che per di + hanno un'altra iva giusto?

Io non l'ho mai sentita questa.... somiglia al baratto... ?!?! Siamo tornati nel medioevo ? smile
Sinceramente non so, con le leggi attuali, come si configuri un pagamento "con beni"....
Comunque credo che il tuo datore non voglia mettere i beni nella ricevuta, ma il corrispettivo in denaro....
Così ad occhio credo che il tuo datore voglia fare un pò il furbetto..... ti paga "in natura" con dei beni/prodotti che a lui saranno costati molto poco, e credo ti voglia far fare pure una ricevuta, come se ti avesse dato dei soldi, in modo che lui poi se la scarica pure dal reddito della sua attività.


4-se in una ritenuta specifico il lordo, l'iva e il netto da percepire, nel pagamento io percepisco il netto, io poi a mia volta anche quando ricevo il documento da parte dell'azienda via posta dell'avvenuta collaborazione non devo pagare ulteriori tasse giusto?

A parte la confusione che fai tra iva e ritenuta, no, non paghi ulteriori tasse, l'importante è non superare il limite annuale.

Sandro

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