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Forum fiscale di Oscon › Forum ufficiale di Oscon › Fisco e normative › Vendere proprio libro (mercatini, fiere, eventi occasionali)

Modo discussione
Vendere proprio libro (mercatini, fiere, eventi occasionali)
marcofoto
Ospite
 
#1
13 Dec 2014, 21:59:55
Ciao a tutti, sono Marco.
Complimenti e grazie fin da subito per la competenza del forum.

Ho bisogno di chiarimenti per la mia situazione fiscale (e non solo).

Mi occupo di fotografia con aspirazioni “artistiche”, nel senso che non ho committenti e non offro servizi ma ho prodotto un mio progetto e intendo venderlo. Al momento sono a carico di mia madre.
Avendo ultimato un progetto che è stato ritenuto valido, mi sono rivolto a un tipografo-editore che stimo. I costi di produzione sono a carico mio, per cui con mia madre abbiamo fatto l'investimento ed ora disponiamo della maggior parte delle copie stampate. L'editore venderà le sue tramite il suo sito e la grande distribuzione.

La mia intenzione è di vendere personalmente le mie copie (presentazioni e magari piccole librerie), e qui si moltiplicano i miei dubbi:

• benché non materialmente stampato da me, il libro è pur sempre il mero supporto delle mie immagini e quindi credo sia a pieno titolo «opera dell'ingegno a carattere creativo»…
• … la cui vendita da parte mia non sarebbe commercio (fonte Ufficio delle Attività Produttive del mio Comune).
• E fiscalmente, cos'è? Prestazione occasionale? Probabilmente no, ché non offro servizi a un committente.
• Insomma, come le pago le tasse sulle vendite del mio libro (che al momento è il primo e unico, senza manifesta probabilità di un seguito)?
• Faccio ricevuta generica?
• Devo aprire p.iva? Se l'attività avrà un seguito immagino dovrò fare qualcosa.

A una prima visita all'Agenzia delle Entrate anche gli impiegati non hanno saputo cosa dirmi, e dovrò tornare a parlare con qualcuno più informato.

Nel frattempo chiedo a voi.
E vi ringrazio moltissimo.
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Jack Offline
Deus ex machina
Messaggi: 1.870
Discussioni: 95
Registrato: Jul 2007
#2
14 Dec 2014, 13:20:58
Ammetto che è un caso curioso. A me parebbe una attività da partita iva, ma forse è inquadrabile come "Vendita in forma sporadica e non profesisonale di opere frutto dell'ingegno a carattere creativo", non soggette a scontrino fiscale ma a semplice ricevuta.

Spesso è una formula in uso nelle fiere o manifestazioni. Qui un modello di atto notorio utilizzato per scopi simili da un comune nel barese:
  • comune.modugno.ba.it

Ma ogni comune ha una sua formula, alcune più complesse (o indicanti oneri locali), qui le regole per Agrigento:
  • comune.agrigento.it

Anche a bassano del grappa ci si riferisce a manifestazioni e fiere:
  • bassanodelgrappa.gov.it

Per questo mi resta qualche dubbio sul modo di inquadrarla (certamente con p.iva nessuno avrà di che ridire). Su questo sito:
  • misshobby.com

trovi una nota informativa dotata di riferimenti che certamente può essere utile come spunto, anche se ho molte perplessità sul fatto che un sito internet organizzato in quel modo possa dirsi d'attività sporadica e non organizzata. Tante perplessità da poterle definire certezze.

J Winking

ps: visto l'argomento ne approfitto per citare anche a te un agile e (raramente) molto corretto riassunto fatto dall'Associazione Nazionale Fotografi Professionisti, riguardo la gestione degli oneri fiscali (fotografi.org) può certamente aiutarti a chiarire le idee, conoscendo meglio di ogni altro la tua condizione specifica.
Oscon: il facsimile di contratto e prestazione occasionale! Smiling
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marcofoto
Ospite
 
#3
14 Dec 2014, 19:41:23
Grazie Jack, gentilissimo.

Sulla base delle informazioni che ho trovato sui siti consigliati, potremmo stabilire che (se ho ben capito):
• qualunque mia futura attività su commissione non sarà prestazione occasionale ma necessiterà di p.iva…
• … ed entrerei col «superminimo» ora, o dal 1 gennaio col «nuovo minimo» con cui pagherei imposta sostitutiva del 15% sul 78% del ricavato…
• … anche se non mi è chiara l'entità del pagamento dovuto all'INPS

ma, fintanto che io non offro servizi da fotografo comunemente inteso, come mi libero del limitato numero di copie del mio primo libro? Credo la causa della “situazione curiosa” sia qui. Io ho un editore, ma non ci pensa lui a tutto, e io non vedo un centesimo dalle sue vendite. Le mie casse di libri devo smaltirmele da solo.
• C'è un modo incontestabile con cui io possa vendere il mio libro almeno alle mie presentazioni? Parrebbe che la "Vendita in forma sporadica e non professionale di opere frutto dell'ingegno a carattere creativo" sia la soluzione.
• Faccio quindi ricevuta generica per ogni libro venduto? Niente ritenuta d'acconto, solo ricevuta? (A privati acquirenti, no imprese)
• Devo poi includere le ricevute nella dichiarazione dei redditi del genitore?

• E posso dare il libro in conto vendita a piccole librerie? Che sarebbero invece imprese(?) con p.iva, ma come funziona?


Come potrete intuire ho esperienza zero in tutto questo.
Grazie ancora.
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Jack Offline
Deus ex machina
Messaggi: 1.870
Discussioni: 95
Registrato: Jul 2007
#4
16 Dec 2014, 09:00:53
marcofoto Ha scritto:(se ho ben capito):
• qualunque mia futura attività su commissione non sarà prestazione occasionale ma necessiterà di p.iva…
• … ed entrerei col «superminimo» ora, o dal 1 gennaio col «nuovo minimo» con cui pagherei imposta sostitutiva del 15% sul 78% del ricavato…
• … anche se non mi è chiara l'entità del pagamento dovuto all'INPS

Sì, se apri la partita iva è così.
Considera che il testo nuovo è ancora in discussione. In generale, parlando con colleghi e leggendo i commenti, si dice che per ora la soluzione probabilmente migliore sia aprirla entro il 2014 e restare nei vecchi attuali minimi (cosa che si può fare fino al termine naturale previsto dalla legge anche dopo la nascita dei nuovi minimi). Se poi le novità saranno vantaggiose, puoi sempre cambiare l'anno prossimo, altrimenti al massimo si aspetterà di "doverlo fare" per forza.

Gianluca sulla pratica diretta può aiutarti meglio perché è un regime che conosce.

Citazione:ma, fintanto che io non offro servizi da fotografo comunemente inteso, come mi libero del limitato numero di copie del mio primo libro? Credo la causa della “situazione curiosa” sia qui. Io ho un editore, ma non ci pensa lui a tutto, e io non vedo un centesimo dalle sue vendite. Le mie casse di libri devo smaltirmele da solo.
• C'è un modo incontestabile con cui io possa vendere il mio libro almeno alle mie presentazioni? Parrebbe che la "Vendita in forma sporadica e non professionale di opere frutto dell'ingegno a carattere creativo" sia la soluzione.
• Faccio quindi ricevuta generica per ogni libro venduto? Niente ritenuta d'acconto, solo ricevuta? (A privati acquirenti, no imprese)
• Devo poi includere le ricevute nella dichiarazione dei redditi del genitore?
• E posso dare il libro in conto vendita a piccole librerie? Che sarebbero invece imprese(?) con p.iva, ma come funziona?

Come dicevo quella della vendita in forma sporadica è una interpretazione possibile ma ammetto di avere qualche perplessità (che poi nella pratica sia frequentissimo è un altro discorso). Sulla vendita durante le presentazioni la vedo più percorribile. Come anche indicato qui con riferimenti normativi
  • capriccidiperline.com

I tuoi "altri redditi" o "redditi diversi" possono concorrere nell'ISEE ma non nella dichiarazione dei redditi dei tuoi. In ogni caso mi assumerei il rischio di optare per una prestazione occasionale col commercialista, per prevenire contenziosi.

Sul sito di questo editore, che tratta la tua casistica, vedo sostanzialmente gli stessi dubbi.
  • bookprint.it

Per questo dicevo già prima: certamente con p iva sei in regola. Con altre soluzioni si naviga a vista fino ad eventuale contenzioso (difficile visti gli importi di cui parliamo). Va anche detto che, agendo in buona fede, l'eventuale contenzioso per cifre così basse sarebbe comunque basso lui stesso.

Qui altri suggerimetni concreti
  • fiscoetasse.com

in questi casi in Italia, spesso si naviga a opinioni, e la cosa migliore è vedere cosa è già successo ad altri.

Stipulare un contratto di conto vendita però indica che l'attività non è occasionale: è come avere una vetrina e promuovere i propri prodotti. Se l'attività è occasionale sarebbe più trasparente che il negoziante acquistasse copie dei libri (a cifra ridotta), al quale rilascerai una ricevuta per prestazione occasionale. L'iva ora la paga l'editore tuo al 4%.

Il vero problema, e scusami se termino prendendola un po' alla larga, è che non esistono regimi semplici e trasparenti in italia per chi guadagno sotto una certa cifra. Esiste la "prestazione occasionale". Ma le agevolazioni dovrebbero basarsi sul reddito, non sull'occasionalità, come avviene infatti quasi in tutto il mondo. Se guadagni meno di 5000 euro all'anno sei povero (tecnicamente: dati Istat), e quindi è corretta una forma di agevolazione (dichiarazione dei redditi automatica, esenzione, ecc. ecc.). L'aggiunta dell'obbligo dell'occasionalità è un cavillo vessatorio senza alcuna ragione sensata, specie visto che se si vuole aprire la partita iva con cifre così basse, si fa prima a non farlo...

J
Oscon: il facsimile di contratto e prestazione occasionale! Smiling
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marcofoto
Ospite
 
#5
17 Dec 2014, 22:45:42
Grazie di nuovo Jack.
Ieri sono stato da un commercialista (e grazie e te ero “preparatissimo”Smiling, il quale mi dice esattamente le stesse cose e dà gli stessi consigli.

Conclusione 1: evitando vendite online ma limitandomi alle mie presentazioni e alle librerie che accettano di acquistare da me, io sono tranquillo col mio blocchetto di ricevute.

Conclusione 2: in una prospettiva più lungimirante e ambiziosa, sono quasi deciso ad aprire ora la p.iva da libero professionista in regime superminimo.
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glm2006ITALY Offline
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#6
17 Dec 2014, 23:02:26
Ovviamente come ogni fotografo che si rispetti, nel momento in cui vorrai "fare sul serio" un bel sito internet è assolutamente necessario Big Grin

Io sono un fotografo naturalista appassionato (oltre che webmaster)
www.fotonaturalistica.com
glm2006ITALY - Molina Gianluca
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Jack Offline
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#7
19 Dec 2014, 18:33:29
marcofoto Ha scritto:Conclusione 1: evitando vendite online ma limitandomi alle mie presentazioni e alle librerie che accettano di acquistare da me, io sono tranquillo col mio blocchetto di ricevute.

Conclusione 2: in una prospettiva più lungimirante e ambiziosa, sono quasi deciso ad aprire ora la p.iva da libero professionista in regime superminimo.

Se vai sulla conclusione 2 sicuramente ti "lanci nel mercato", il che non è male. Un pensierino ce lo farei, ma con la determinazione di continuare e a quel punto di promuoverti "a tutto spiano" Smiling

Oppure fai la conclusione 1, per "farti curriculum", in attesa di iniziare più avanti. Se è ciò che vuoi fare nella vita e hai qualche lavoretto potenziale in arrivo la conclusione 2 la terrei in considerazione Winking

J
Oscon: il facsimile di contratto e prestazione occasionale! Smiling
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