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Ritenuta d'acconto, come funziona?
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Rispondi alla discussione: Ritenuta d'acconto, come funziona?
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[quote="sandro.oliva" pid='637' dateline='1275319896'] [quote=plettro79] 3) Inoltre io posso scrivere su un biglietto da visita o su un sito una frase del genere: "Costruisco il tuo sito a meno di 120 euro"? e indicare ad esempio sulla homepage espressamente che viene lasciata regolare ricevuta?[/quote] Spero non ti offenderai, ma quelli come te sfasciano il mercato!! 120 Euro!!! :) Volevo "completare" il discorso sulla ritenuta d'acconto (RA), con delle osservazioni che mi pare nessuno abbia fatto (almeno in questa discussione). 1) La ritenuta d'acconto (RA), come già detto, la verserà il vostro cliente, ed è tenuto a farlo [b]entro il 16 del mese successivo al pagamento[/b]. 2) Ad anno concluso il vostro cliente è tenuto a mandarvi una [b]"Certificazione ritenute d'acconto"[/b], cioè un documento che certifica tutti i pagamenti soggetti a RA dell'anno prima. E' vostro diritto esigere l'invio di questo documento in tempo utile per presentare la dichiarazione dei redditi (sempre se dovete presentarla). (Credo che per legge il termine sia fine febbraio dell'anno successivo le prestazioni). Se non ve la mandano, chiedetela! Anche se quei soldi non entreranno mai nelle vostre tasche (Le ritenute) sono sempre soldi vostri che il cliente avrebbe dovuto versare per vostro conto all'erario! Fatte queste due premesse, può capitare anche che: Il cliente vi paghi l'intera somma imponibile, [u]cioè non si trattiene il 20% di RA. [/u]Questo può accadere per pigrizia (Voi lo chiamate e lui vi dice: "Versati da solo la ritenuta".) oppure perchè sono società che lavorano sempre e solo con società e non con lavoratori autonomi/occasionali (e non sanno nemmeno loro cosa sia la ritenuta.... qualcuno non mi crederà, ma a me è successo più di una volta). Per fare tutte le cose in regola, ed evitare problemi in caso di controlli futuri da parte dell'agenzia delle entrate: Se vi pagano in contanti, fate attenzione che vi diano l'importo esatto, (se l'importo era 100 - 20%(RA), vi devono dare 80, non 100! Se invece vi fanno un bonifico, le cose si complicano, e per non avere problemi consultate il commercialista. La strada da seguire è comunque quella di restituire tutto l'importo al cliente, con una "Nota di Credito", come causale potete mettere "Errato importo percepito", ed esigere poi un nuovo pagamento con l'importo corretto. Personalmente, se fiuto che il cliente non ha la più pallida idea di cosa sia la ritenuta, aggiungo un bel asterisco dopo l'importo della ritenuta, e in calce aggiungo: [quote](*) La ritenuta d'acconto va versata all'erario direttamente dal Cliente entro il 16 del mese successivo al pagamento, tramite modello F24, codice tributo 1040[/quote] E' un metodo abbastanza elegante per mettere le cose in chiaro, senza dare del "cretino" al vostro cliente :), e anzi, magari ci fate una bella figura perchè conoscete quello di cui state parlando. Dall'altro lato invece, cioè se siete voi ad aver commissionato un lavoro ad un lavoratore occasionale o professionista soggetto a RA, ricordatevi sempre di versare la ritenuta entro il 16 del mese successivo il pagamento. Se il 16 è già passato, consultate il commercialista, con pochi euro in più siete a posto. Se invece pagate in ritardo senza il ravvedimento, aspettatevi dopo qualche anno una bella lettera dall'agenzia delle entrate e una bella cartella esattoriale (mora + sanzione + interessi... :) ) Un altro consiglio che mi sembra non sia mai stato dato su questo forum, tenuto conto anche del fatto che qualcuno chiedeva [quote]"devo sempre indicare la partita IVA sulla ricevuta? " [/quote] Ebbene, [b]PRIMA[/b] di emettere qualsiasi fattura o ricevuta, [b]CONTROLLATE SEMPRE CHE IL NUMERO DI PARTITA IVA ESISTA !!![/b] Se emettete una fattura ad un soggetto che per il fisco non esiste, potreste potenzialmente trovarvi sommersi dalla cacca. Per controllare un numero di P.IVA (Italiana o Comunitaria) potete andare sul sito [url]www.agenziaentrate.it[/url] , cliccare sul menu "[b]servizi[/b]" e poi "[b]Partite IVA Comunitarie[/b]", inserite il numero di P.IVA del vostro cliente e controllate che esista. Avrete perso un minuto, ma potete scongiurare problemi futuri.... Immaginatevi che cosa potete rispondere a un finanziere che viene a casa vostra e vi chiede: [i]"Come mai lei 3 anni fa ha emesso una fattura ad una fantomatica ditta slovacca che non esiste e non è mai esistita?"[/i] Inotre, se il Cliente ha sbagliato di comunicare la sua P.IVA, gliela richiederete, e lui penserà[i] "guarda che professionale questo.... ha pure controllato il numero prima di emettere la fattura!, è uno serio! Magari gli daremo più lavoro e più soldi! :D"[/i] Sandro [/quote]
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