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Vendere proprio libro (mercatini, fiere, eventi occasionali)
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[quote="Jack" pid='7174' dateline='1418713253'] [quote="marcofoto"] (se ho ben capito): • qualunque mia futura attività su commissione non sarà prestazione occasionale ma necessiterà di p.iva… • … ed entrerei col «superminimo» ora, o dal 1 gennaio col «nuovo minimo» con cui pagherei imposta sostitutiva del 15% sul 78% del ricavato… • … anche se non mi è chiara l'entità del pagamento dovuto all'INPS [/quote] Sì, se apri la partita iva è così. Considera che il testo nuovo è ancora in discussione. In generale, parlando con colleghi e leggendo i commenti, si dice che per ora la soluzione probabilmente migliore sia aprirla entro il 2014 e restare nei vecchi attuali minimi (cosa che si può fare fino al termine naturale previsto dalla legge anche dopo la nascita dei nuovi minimi). Se poi le novità saranno vantaggiose, puoi sempre cambiare l'anno prossimo, altrimenti al massimo si aspetterà di "doverlo fare" per forza. Gianluca sulla pratica diretta può aiutarti meglio perché è un regime che conosce. [quote] [b]ma[/b], fintanto che io non offro servizi da fotografo comunemente inteso, come mi libero del limitato numero di copie del mio primo libro? Credo la causa della “situazione curiosa” sia qui. Io ho un editore, ma non ci pensa lui a tutto, e io non vedo un centesimo dalle sue vendite. Le mie casse di libri devo smaltirmele da solo. • C'è un modo incontestabile con cui io possa vendere il mio libro almeno alle mie presentazioni? Parrebbe che la [i]"Vendita in forma sporadica e non professionale di opere frutto dell'ingegno a carattere creativo"[/i] sia la soluzione. • Faccio quindi ricevuta generica per ogni libro venduto? Niente ritenuta d'acconto, solo ricevuta? (A privati acquirenti, no imprese) • Devo poi includere le ricevute nella dichiarazione dei redditi del genitore? • E posso dare il libro in conto vendita a piccole librerie? Che sarebbero invece imprese(?) con p.iva, ma come funziona? [/quote] Come dicevo quella della vendita in forma sporadica è una interpretazione possibile ma ammetto di avere qualche perplessità (che poi nella pratica sia frequentissimo è un altro discorso). Sulla vendita durante le presentazioni la vedo più percorribile. Come anche indicato qui con riferimenti normativi [list] [*][url=https://www.capriccidiperline.com/forum/i-nostri-mercatini/adempimenti-fiscali-per-la-vendita-delle-proprie-creazioni-t40820.html]capriccidiperline.com[/url] [/list] I tuoi "altri redditi" o "redditi diversi" possono concorrere nell'ISEE ma non nella dichiarazione dei redditi dei tuoi. In ogni caso mi assumerei il rischio di optare per una prestazione occasionale col commercialista, per prevenire contenziosi. Sul sito di questo editore, che tratta la tua casistica, vedo sostanzialmente gli stessi dubbi. [list] [*][url=https://web.archive.org/web/20161213051741/http://bookprint.it/it-IT/Page/modalit-di-vendita-dei-libri-pubblicati-con-bookprintit]bookprint.it[/url] [/list] Per questo dicevo già prima: certamente con p iva sei in regola. Con altre soluzioni si naviga a vista fino ad eventuale contenzioso (difficile visti gli importi di cui parliamo). Va anche detto che, agendo in buona fede, l'eventuale contenzioso per cifre così basse sarebbe comunque basso lui stesso. Qui altri suggerimetni concreti [list] [*][url=https://web.archive.org/web/20150813025947/http://www.fiscoetasse.com/forum/dillo-fisco-e-tasse/64426-creazione-e-vendita-libri-quale-regime-fiscale.html]fiscoetasse.com[/url] [/list] in questi casi in Italia, spesso si naviga a opinioni, e la cosa migliore è vedere cosa è già successo ad altri. Stipulare un contratto di conto vendita però indica che l'attività non è occasionale: è come avere una vetrina e promuovere i propri prodotti. Se l'attività è occasionale sarebbe più trasparente che il negoziante acquistasse copie dei libri (a cifra ridotta), al quale rilascerai una ricevuta per prestazione occasionale. L'iva ora la paga l'editore tuo al 4%. Il vero problema, e scusami se termino prendendola un po' alla larga, è che non esistono regimi semplici e trasparenti in italia per chi guadagno sotto una certa cifra. Esiste la "prestazione occasionale". Ma le agevolazioni dovrebbero basarsi sul reddito, non sull'occasionalità, come avviene infatti quasi in tutto il mondo. Se guadagni meno di 5000 euro all'anno sei povero (tecnicamente: dati Istat), e quindi è corretta una forma di agevolazione (dichiarazione dei redditi automatica, esenzione, ecc. ecc.). L'aggiunta dell'obbligo dell'occasionalità è un cavillo vessatorio senza alcuna ragione sensata, specie visto che se si vuole aprire la partita iva con cifre così basse, si fa prima a non farlo... J [/quote]
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