7 Jul 2010, 09:27:15
Ciao e benvenuta,
Diciamo che al fisco poco importa chi la scrive, basta che sia scritta in modo corretto.... la ricevuta va scritta in duplice copia, una al datore e una a te. L' "originale" va al datore di lavoro.
Molti datori fanno così, anche per aiutare il collaboratore, perchè magari il collaboratore (tu in questo caso) non sa scriverla.
Da questo punto di vista non ci sono problemi.
Comunque, da quello che ho capito, stiamo parlando di "ricevuta" e non di "notula".... la notula, nel senso stretto del termine, è una "fattura proforma" o "avviso di parcella", un documento che non ha rilevanza ai fini fiscali... credo che il tuo datore di lavoro abbia usato questo termine in modo improprio.
L'iva non centra nulla, quello che lui si è trattenuto è la "ritenuta d'acconto", l'importo della prestazione dovrebbe essere stata di 50 Euro, visto che il 20% corrisponde a 10 Euro. Quindi in teoria ti dovrebbe aver dato in mano 40 Euro. o no ?
Io non l'ho mai sentita questa.... somiglia al baratto... ?!?! Siamo tornati nel medioevo ?
Sinceramente non so, con le leggi attuali, come si configuri un pagamento "con beni"....
Comunque credo che il tuo datore non voglia mettere i beni nella ricevuta, ma il corrispettivo in denaro....
Così ad occhio credo che il tuo datore voglia fare un pò il furbetto..... ti paga "in natura" con dei beni/prodotti che a lui saranno costati molto poco, e credo ti voglia far fare pure una ricevuta, come se ti avesse dato dei soldi, in modo che lui poi se la scarica pure dal reddito della sua attività.
A parte la confusione che fai tra iva e ritenuta, no, non paghi ulteriori tasse, l'importante è non superare il limite annuale.
Sandro
enola Ha scritto:1-è normale che il datore di lavoro prepari lui la notula?
Diciamo che al fisco poco importa chi la scrive, basta che sia scritta in modo corretto.... la ricevuta va scritta in duplice copia, una al datore e una a te. L' "originale" va al datore di lavoro.
Molti datori fanno così, anche per aiutare il collaboratore, perchè magari il collaboratore (tu in questo caso) non sa scriverla.
Da questo punto di vista non ci sono problemi.
Comunque, da quello che ho capito, stiamo parlando di "ricevuta" e non di "notula".... la notula, nel senso stretto del termine, è una "fattura proforma" o "avviso di parcella", un documento che non ha rilevanza ai fini fiscali... credo che il tuo datore di lavoro abbia usato questo termine in modo improprio.
Citazione:2-quindi dovrei dedurre che i 10€ in meno dovrei considerli come il -20% di iva che lui si è tenuto?
L'iva non centra nulla, quello che lui si è trattenuto è la "ritenuta d'acconto", l'importo della prestazione dovrebbe essere stata di 50 Euro, visto che il 20% corrisponde a 10 Euro. Quindi in teoria ti dovrebbe aver dato in mano 40 Euro. o no ?
Citazione:3-inoltre leggendo qualche vecchio post mi pare di aver capito che non è normale inserire in una ritenuta d'acconto dei prodotti alimentari che per di + hanno un'altra iva giusto?
Io non l'ho mai sentita questa.... somiglia al baratto... ?!?! Siamo tornati nel medioevo ?

Sinceramente non so, con le leggi attuali, come si configuri un pagamento "con beni"....
Comunque credo che il tuo datore non voglia mettere i beni nella ricevuta, ma il corrispettivo in denaro....
Così ad occhio credo che il tuo datore voglia fare un pò il furbetto..... ti paga "in natura" con dei beni/prodotti che a lui saranno costati molto poco, e credo ti voglia far fare pure una ricevuta, come se ti avesse dato dei soldi, in modo che lui poi se la scarica pure dal reddito della sua attività.
Citazione:4-se in una ritenuta specifico il lordo, l'iva e il netto da percepire, nel pagamento io percepisco il netto, io poi a mia volta anche quando ricevo il documento da parte dell'azienda via posta dell'avvenuta collaborazione non devo pagare ulteriori tasse giusto?
A parte la confusione che fai tra iva e ritenuta, no, non paghi ulteriori tasse, l'importante è non superare il limite annuale.
Sandro
