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Forum fiscale di Oscon › Forum ufficiale di Oscon › Contratto e nota di lavoro › cliente che si ripresenta dopo 2 anni dall'acconto

Modo discussione
cliente che si ripresenta dopo 2 anni dall'acconto
david rossi
Ospite
 
#1
28 Feb 2015, 01:40:15
ciao amici, oggi ho un bel quesito.
allora d'ora in poi userò oscon per i contratti che stipulerò con i clienti.

due anni però, invece, per la realizzazione di un sito web, feci firmare al cliente un preventivo da me scritto che conteneva le seguenti clausole:

"Modalità di pagamento: A seguito della visione della/e bozza/e del progetto, è richiesto l’anticipo del 20% per iniziare a
realizzare il progetto, secondo la bozza di cui sopra. Il rimanente 80% sarà dovuto soltanto alla conclusione del lavoro,
contestualmente alla pubblicazione del sito su internet sul dominio di cui in oggetto. "

"Tempi di realizzo: Il termine per la realizzazione di questo lavoro è fissato a 30 giorni liberi dal momento dell’accettazione del presente preventivo. In particolare è obbligo del cliente fornire tutto il materiale necessario alla realizzazione del suddetto sito web entro e non oltre 18 giorni liberi dall’accettazione del presente preventivo. Durante questo periodo verrà comunque realizzazione e rifinita la parte grafica, strutturale e funzionale del sito stesso. Gli ultimi 12 giorni verranno dedicati all’inserimento di tutti i contenuti, alla rifinitura finale e al collaudo da parte del cliente, che precederà la messa online del sito web stesso".

il fatto è che all'inizio il cliente mi ha firmato il preventivo a fine novembre 2012 e versato il 20% (150 e) del totale come acconto. io gli ho fatto diverse bozze del sito come poteva venire, lui fino a metà dicembre 2012 si è dimostrato interessato, dandomi indicazioni. poi il vuoto. ovvero io gli ho chiesto di fornirmi il materiale (testi e foto) 1 volta al mese circa per 5 mesi. e lui mi rispondeva dicendo che da lì a poco mi avrebbe fatto avere il materiale. invece nulla.

poi a gennaio 2015, dopo piu' di 2 anni, si è svegliato, mi ha chiamato e mi ha detto di essere pronto a fare il sito. nel frattempo ha fatto fare ste benedette foto del suo negozio, che però, quando poi ci siamo rivisti in un incontro, ha capito che non erano adatte al tipo di sito che lui aveva in mente (e quindi starebbe anche meditando di rifare le foto con un altro fotografo).

premesso questo, io gli ho rifatto altre 3 bozze diverse di sito e gli ho mandato il nuovo preventivo (che ha lo stesso costo del precedente) chiedendo un nuovo acconto.e dandogli nuovamente i termini di cui sopra.

Il cliente ha preso male questa cosa,cioè la perdita del precedente acconto, poichè l'ha ritenuta scorretta e mi ha chiesto di trovare una soluzione di compromesso.

io avevo pensato semplicemente di aumentargli un poco il nuovo preventivo, ma questo mi sembrava scorretto. ho pensato fosse molto piu' chiaro e trasparente fargli presente che il vecchio acconto era perso, dato il tempo trascorso per colpa sua.

secondo voi ora come mi dovrei comportare: mi dovrei piegare alla sua richiesta di venirgli incontro e quindi ritenere ancora valido in toto o in parte l'acconto versato piu' di 2 anni fa, oppure essere inflessibile e pretendere ciò che è giusto?

cosa ne pensate ragazzi? voi cosa fareste?
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glm2006ITALY Offline
Guru Osconiano - moderatore globale
Messaggi: 1.667
Discussioni: 98
Registrato: Aug 2009
#2
28 Feb 2015, 02:06:13
Visti i tempi che corrono .... vai un po' incontro al cliente ed incassa!

Altrimenti rischi di aver sprecato molto tempo per la misera cifra di 150€....
glm2006ITALY - Molina Gianluca
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Jack Offline
Deus ex machina
Messaggi: 1.870
Discussioni: 95
Registrato: Jul 2007
#3
28 Feb 2015, 02:40:43
Come sempre c'è la distinzione tra norma e buon senso, se è tuo desiderio arrivare a una soluzione condivisa (cosa che immagino), la cosa migliore è cercare una cosiddetta soluzione "transattiva" o "conciliativa": cioè mettersi d'accordo. Smiling

Da parte tua direi che c'è stata gentilezza e disponibilità, e la cifra totale richiesta non è abnorme. Inoltre, fare cinque, sei, sette bozze incluse nel prezzo prima ancora del pagamento non è normale (che poi molti "ragazzini allo sbaraglio" lo facciano è altro discorso), così come non è normale spendere tempo in incontri che si rivelano infruttuosi addirittura per anni. Sei quindi un fornitore disponibile, e il cliente dovrebbe tenerne conto, perché da questa tua attitudine ha un vantaggio (ovvero ottenere un lavoro svolto in modo serio e con cortesie non comuni).

Citazione:In particolare è obbligo del cliente fornire tutto il materiale necessario alla realizzazione del suddetto sito web entro e non oltre 18 giorni liberi dall’accettazione del presente preventivo.

Visto il testo citato e il fatto che c'è stata esplicita accettazione del contratto tra le parti (per mezzo anche del pagamento e dell'intenzione di proseguire con gli accordi), si tratta di un classico caso di inadempienza contrattuale da sua parte. Di conseguenza, potresti legittimamente chiamarlo in guidizio per danni. Ovviamente non è la soluzione più ragionevole per restare in buoni rapporti e vista anche l'esiguità delle cifre di cui parliamo.

Riguardo alla somma anticipata. E' importante distinguere se fosse a titolo di acconto o di caparra confirmatoria. Si tratta infatti di cose distinte: l'acconto deve essere restituito, la caparra, invece in caso di inadempienza è dell'altra parte (serve proprio a tutelarsi per danni).

Affinché l'anticipo si configuri quale caparra confirmatoria (art 1385 CC), deve risultare espressamente dagli accordi, se così non è si tratta di un acconto (Cassazione civile, sezione III, sentenza 22 agosto 1977, n. 3833). Appare quindi che quello fosse un acconto. E' perciò suo diritto averlo indietro (es con una nota credito per "restituzione acconto come da fattura n. 00 del GG/MM/AAAA") - se ben ricordo a meno di accordi diversi ha cinque anni di tempo per richiederlo, ma vado del tutto a memoria e potrei sbagliare - dopo che l'hai restituito, è comunque anche tuo diritto chiamarlo in giudizio vista la sua inadempienza contrattuale e i danni.

Detto ciò, quello che ti consiglio è di fargli capire (magari anche linkando questa discussione, se lo desideri), che tu hai avuto una cortesia professionale non comune, e che le sue incertezze, invece, sono state causa di un danno per te, per il quale teoricamente potresti chiedere un risarcimento. Un comportamento di buon senso da parte sua sarebbe rendersi conto di questi fatti (ha creato un danno, è stato inadempiente, ha ricevuto cortesie professionali non comuni), e compensare ciò o non richiedendo l'acconto o con un piccolo aumento nel preventivo (avresti potuto pensarci "furbamente" prima ancora di presentargli la fattura, ma - anche in questo caso - hai preferito la trasparenza all'astuzia).

J

ps: non avevo letto il commento di Gianluca, devo dire che pragmaticamente non ha tutti i torti, Big Grin che tristezza però.
Oscon: il facsimile di contratto e prestazione occasionale! Smiling
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david rossi
Ospite
 
#4
28 Feb 2015, 13:36:50
intanto grazie ragazzi. siate gentilissimi.

io infatti speravo nel buon senso del cliente, che avendo visto la mia ampia disponibilità, facesse "pippa" e capisse che dopo 6 bozze (la prima volta) altre 3 (la seconda) capisse che ha avuto un trattamento di velluto da una web agency che lavora nel settore da anni e non da un ragazzino smanettone.

non vedendo alcuna riconoscenza da parte del cliente, e memore di alcuni clienti che, agli inizi dell'attività, approfittando della disponibilità, si sono rivelati delle "sole", per cui poi ho dovuto mettere in mezzo l'avvocato,ho assunto quest'atteggiamento piu' inflessibile.
di fatto in seguito alla sua email in cui mi accusava di essere non corretto con la richiesta del nuovo account, non gli ho neanche risposto, preferendo avere un consiglio da altri colleghi.
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glm2006ITALY Offline
Guru Osconiano - moderatore globale
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Registrato: Aug 2009
#5
28 Feb 2015, 23:55:47
Cosa intendi con "richiesta nuovo account"?
glm2006ITALY - Molina Gianluca
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david rossi
Ospite
 
#6
2 Mar 2015, 01:14:56
scusate, volevo dire acconto. Smiling
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StudioDuchemino Offline
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Registrato: Mar 2014
#7
2 Mar 2015, 11:29:53
Concordo un po' con tutto quello che è stato scritto.
Penso che anche il Cliente non metterà l'avvocato per una cosa del genere. Io valutarei la "serietà" del ritorno del cliente, per capire se questa volta andrà avanti con il rapporto, o sparirà nuovamente.
Nel primo caso, cercherei di coltivare il rapporto, magari concordemente facendo rivivere quello originario. L'inadempimento lascia sempre aperta questa possibilità, cioè regolare di nuovo le cose.
Se le cose dovessero, invece, degenerare, perchè ti arriva la lettera di diffida sull'acconto, io penso potresti difenderti adeguatamente, ad esempio puntanto su un discorso di "rimborso spese", discorso che è tipico delle prestazioni intellettuali che si interrompono in malo modo.
Avv. Stefano Duchemino

Studio Duchemino, studio legale a Torino.
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david rossi
Ospite
 
#8
3 Mar 2015, 12:29:47
il cliente non ha intenzione di mettere in mezzo l'avvocato, o almeno non ha mai accennato a questa possibilità. in questo ha dimostrato buon senso, avendo firmato il preventivo per cui si è dimostrato inadempiente non fornendo i contenuti entro i tempi stabiliti.

il mio discorso è se lui, dopo piu' di 2 anni, può pretendere di non perdere l'acconto.

secondo me, essendosi reso inadempiente, nonostante i miei solleciti a distanza di 5 mesi pure dal termine concesso in preventivo, l'acconto l'avrebbe perso. lui dice che non è corretta questa cosa.
per questo ci siamo arenati.

mi sembra una bella presa in giro, se devo ancora ritenere buono l'acconto, dopo che gli sono stato appresso per mesi, e lui mi ha pure risposto dicendo "si si, mi sono incontrato col fotografo, ora ti mando le foto, ora mi ci metto sul sito..."

gli ho fatto 6 bozze (mica una!), perchè neanche lui sapeva bene quello che voleva. ho perso tempo ad andare da lui.

ed alla fine dopo 2 anni si risveglia e vuole riprendere il discorso del sito. e si mostra pure irritato se gli richiedo l'acconto e la firma sul nuovo preventivo, dopo che gli ho fatto 3 nuove bozze e sono andato un'altra volta da lui, che per me è un viaggio.

a me sembra assurda sta cosa. se lascio un acconto ad un negozio per mettermi da parte una cosa, se non passo entro un tempo determinato (generalmente 1-2 settimane), la cosa messa da parte viene rivenduta e l'acconto trattenuto.
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glm2006ITALY Offline
Guru Osconiano - moderatore globale
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Registrato: Aug 2009
#9
3 Mar 2015, 12:42:42
A livello legale hai pienamente ragione: si è reso inadempiente e, quindi, ha perso l'acconto ..... però invece di far semplici preventivi scrivi un bel contratto.

Personalmente nel contratto inserisco chiaramente che, se il cliente non ritiene di voler continuare il lavoro, perde quanto versato alla firma del contratto!
glm2006ITALY - Molina Gianluca
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StudioDuchemino Offline
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Registrato: Mar 2014
#10
3 Mar 2015, 19:50:11
david rossi Ha scritto:secondo me, essendosi reso inadempiente, nonostante i miei solleciti a distanza di 5 mesi pure dal termine concesso in preventivo, l'acconto l'avrebbe perso. lui dice che non è corretta questa cosa.
per questo ci siamo arenati.

mi sembra una bella presa in giro, se devo ancora ritenere buono l'acconto, dopo che gli sono stato appresso per mesi, e lui mi ha pure risposto dicendo "si si, mi sono incontrato col fotografo, ora ti mando le foto, ora mi ci metto sul sito..."


Il problema, a livello legale, è piuttosto semplice, come è stato detto sopra.
E' possibile ritenere che l'acconto (o la caparra, a seconda delle interpretazioni) sia "perduto" alla sola condizione che il contratto precedente si sia sciolto in qualche modo, per effetto quindi di un fenomeno che ne ha determinato la "conclusione".
In caso contrario, non è possibile determinare la perdita di un acconto, se si tratta del medesimo contratto dell'epoca.
Ciò significa, quindi, che questo cliente punta sul fatto che non esiste, secondo lui, un vero evento interruttivo, che ha determinato la scomparsa del rapporto precedente.
Questo evento dovrebbe ricollegarsi in questo caso all'inadempimento, tuttavia l'inadempimento in sè non ha valore se non v'è stata una pronuncia giurisdizionale del giudice che abbia pronunciato la risoluzione del contratto e questo anche quando nel contratto siano inserite clausole che determinino una risoluzione "automatica": anche in questi casi, seppure l'intervento del giudice non sia discrezionale e valutativo, ma si limiti a prendere atto di uno scioglimento che è già avvenuto in automatico, nel caso di contestazione tra le parti la pronuncia è inevitabile.
Detto questo, quindi, è evidente che bisogna far leva con il cliente su un qualche fenomeno interruttivo, facendogli capire che l'inadempimento e la norma sul termine lasciano intendere che se si andasse davanti al giudice, il risultato sarebbe appunto la risoluzione.
Il discorso, però, non sarebbe risolutivo, se non si dimostra anche il titolo per cui si trattiene questo tipo di denaro, infatti come ti era stato detto sopra da Jack solo nel caso di caparra è possibile trattenerla, cioè se la parte inadempimente è quella che ha dato la caparra la perde (art. 1385 cod. civ.). Però, il capire che tipo di somma era, se acconto o caparra, è questione di interpretazione del contratto. Per il futuro ti consiglio, però, di inserire qualche clausola più esplicita sul punto, che preveda il trattenimento della somma a titolo di caparra, penale o altro, nel caso di superamento di un termine essenziale per le parti. Altra prospettiva che avevo dato era ritenere il tutto un'opera intellettuale e quindi far leva sul rimborso spese che spetta al professionista quando si verifica un'interruzione della fiducia tra professionista e cliente.
Avv. Stefano Duchemino

Studio Duchemino, studio legale a Torino.
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