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Forum fiscale di Oscon › Forum ufficiale di Oscon › Fisco e normative › L'attività di Kairos

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L'attività di Kairos
Kairos Offline
Mastro Osconiano
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#1
24 May 2015, 00:44:04
Apro un nuovo thread per lasciare libero il precedente. Chiedevo quale fosse la mia ditta perché non la trovavo sul modulo, ma in effetti c'è nella prima pagina: Ditta o ragione sociale. Corrisponde al mio cognome e nome.
Tuttavia mi è sorto un dubbio. Quando ho presentato il modulo ero convinto che, oltre al regime ordinario, esistesse solo il regime forfettario ex l. 190/2014. Invece da un'altra discussione apprendo che hanno reintrodotto il regime dei minimi. Sul modulo i riferimenti ai regimi fiscali non sono aggiornati, infatti a p. 1 si fa la scelta fra due regimi fiscali agevolati:
  • Regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall'art. 27, commi 1 e 2 del D.L. 6 luglio 2011, n. 98;
  • Regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriale e di lavoro autonomo, previsto dall'art. 13 della L. 23 dicembre 2000, n. 388.
Ho sbarrato il primo, ho precisato «L. 190/2014», e ho anche chiesto al funzionario: «ma questo è il regime fiscale agevolato per autonomi, vero?», e mi ha detto di sì. Tuttavia non mi convince molto, e non vorrei essere nel regime sbagliato. Nel caso posso ancora cambiare? Non ho ancora fatto nessuna attività… Sono un po' preoccupato.


[h]Modulo di richiesta p.iva[/h]
[Immagine: 24yrejt.jpg]
[Immagine: 30tj95e.jpg]
[Immagine: e7me4o.jpg]
[Immagine: 9is9pv.jpg]

[h]Certificato di attribuzione numero di p.iva[/h]
[Immagine: 14crzme.jpg]

[h]Altro foglio senza timbro[/h]
[Immagine: ylyf6.jpg]
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Kairos Offline
Mastro Osconiano
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#2
24 May 2015, 00:44:04
Apro un nuovo thread per lasciare libero il precedente. Chiedevo quale fosse la mia ditta perché non la trovavo sul modulo, ma in effetti c'è nella prima pagina: Ditta o ragione sociale. Corrisponde al mio cognome e nome.
Tuttavia mi è sorto un dubbio. Quando ho presentato il modulo ero convinto che, oltre al regime ordinario, esistesse solo il regime forfettario ex l. 190/2014. Invece da un'altra discussione apprendo che hanno reintrodotto il regime dei minimi. Sul modulo i riferimenti ai regimi fiscali non sono aggiornati, infatti a p. 1 si fa la scelta fra due regimi fiscali agevolati:
  • Regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall'art. 27, commi 1 e 2 del D.L. 6 luglio 2011, n. 98;
  • Regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriale e di lavoro autonomo, previsto dall'art. 13 della L. 23 dicembre 2000, n. 388.
Ho sbarrato il primo, ho precisato «L. 190/2014», e ho anche chiesto al funzionario: «ma questo è il regime fiscale agevolato per autonomi, vero?», e mi ha detto di sì. Tuttavia non mi convince molto, e non vorrei essere nel regime sbagliato. Nel caso posso ancora cambiare? Non ho ancora fatto nessuna attività… Sono un po' preoccupato.


[h]Modulo di richiesta p.iva[/h]
[Immagine: 24yrejt.jpg]
[Immagine: 30tj95e.jpg]
[Immagine: e7me4o.jpg]
[Immagine: 9is9pv.jpg]

[h]Certificato di attribuzione numero di p.iva[/h]
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Kairos Offline
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#3
24 May 2015, 01:35:03
Un articolo del sole 24 ore sostiene che sbarrare la casella del regime di vantaggio sia corretto, e si rende nota la scelta del regime forfettario o dei minimi tramite la norma indicata sulle fatture ai fini dell'esclusione IVA. Le cose stanno davvero così, o magari, che so, l'articolo è datato?

L'articolo continua: «A prima vista potrebbe sembrare sempre conveniente il regime dei minimi che prevede una sostitutiva del 5% rispetto al 15% del regime forfettario, va però considerato, a favore di quest'ultimo regime, che vengono riconosciuti costi forfettari mentre il minimo deve documentare gli effettivi costi sostenuti».
Giusto per chiarezza verso chi legge, le cose e i calcoli che scrivo di seguito sono supposizioni di un ignorante, il sottoscritto, e le scrivo solo per chiedere conferma a chi ne sa più di me. Vanno lette come se fossero origliate da un discorso al bar fatto da uno sconosciuto che parla di cose che non capisce.
Ho fatto i conti e mi sembra che addirittura il regime dei minimi con zero spese sia più conveniente del regime forfettario nei primi tre anni di attività (con abbattimento di un terzo del reddito):
  • imposte regime forfettario: 78% x 15% = 11,7%;
  • imposte regime forfettario primi tre anni: 78% x 2/3 x 15% = 7,8%;
  • imposte regime dei minimi zero spese: 100% x 5% = 5%.

Nel regime forfettario c'è anche il 30% di INPS, e quindi la percentuale di fatturato che resta in tasca sembra essere:
  • dopo i tre anni: 1 - (78% x (15%+30%)) = 64,9%;
  • nei primi tre anni: 1 - (78% x 2/3 x (15%+30%)) = 76,6%.

Nei minimi resta in tasca il 95% o c'è dell'altro da pagare?
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Kairos Offline
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#4
24 May 2015, 01:35:03
Un articolo del sole 24 ore sostiene che sbarrare la casella del regime di vantaggio sia corretto, e si rende nota la scelta del regime forfettario o dei minimi tramite la norma indicata sulle fatture ai fini dell'esclusione IVA. Le cose stanno davvero così, o magari, che so, l'articolo è datato?

L'articolo continua: «A prima vista potrebbe sembrare sempre conveniente il regime dei minimi che prevede una sostitutiva del 5% rispetto al 15% del regime forfettario, va però considerato, a favore di quest'ultimo regime, che vengono riconosciuti costi forfettari mentre il minimo deve documentare gli effettivi costi sostenuti».
Giusto per chiarezza verso chi legge, le cose e i calcoli che scrivo di seguito sono supposizioni di un ignorante, il sottoscritto, e le scrivo solo per chiedere conferma a chi ne sa più di me. Vanno lette come se fossero origliate da un discorso al bar fatto da uno sconosciuto che parla di cose che non capisce.
Ho fatto i conti e mi sembra che addirittura il regime dei minimi con zero spese sia più conveniente del regime forfettario nei primi tre anni di attività (con abbattimento di un terzo del reddito):
  • imposte regime forfettario: 78% x 15% = 11,7%;
  • imposte regime forfettario primi tre anni: 78% x 2/3 x 15% = 7,8%;
  • imposte regime dei minimi zero spese: 100% x 5% = 5%.

Nel regime forfettario c'è anche il 30% di INPS, e quindi la percentuale di fatturato che resta in tasca sembra essere:
  • dopo i tre anni: 1 - (78% x (15%+30%)) = 64,9%;
  • nei primi tre anni: 1 - (78% x 2/3 x (15%+30%)) = 76,6%.

Nei minimi resta in tasca il 95% o c'è dell'altro da pagare?
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Jack Offline
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#5
24 May 2015, 21:57:07
Kairos Ha scritto:Chiedevo quale fosse la mia ditta perché non la trovavo sul modulo, ma in effetti c'è nella prima pagina: Ditta o ragione sociale. Corrisponde al mio cognome e nome.

Felice che fossi corretto su questo punto. Doveva essere così "a prescindere" dal modulo, quantomeno per come da sempre è strutturata la ditta (di cui spiegavamo il significato nell'altro post) per quanto concerne le imprese individuali e in mancanza di modifiche legislative sul punto che però non risultano.

Appena ho un minuto mi studio bene i moduli e la casistica alla luce delle novità di cui parliamo. A latere, intanto, fa molto piacere avere a che fare con un utente che usa parecchio il cervello e ricerca autonomamente, anche perché l'analisi del sole 24 ore mi appare condivisibile (e considerando la nota ricerca universitaria che dimostrò come in media le consulenze di commercialisti e avvocati siano tecnicamente errate circa il 50% delle volte). In presenza di una parziale ambiguità nella modulistica (dico parziale perché è sempre possibile fugarla a posteriori, e non è prassi rara con l'AE) è pacifico, almeno dovrebbe giurisprudenzialmente, che prevalgano le tue intenzioni mostrate in modo trasparente durante l'attività (fatturazione) e in sede di dichiarazione. Chi avesse già emesso fatture, mi rusulta possa annullare quelle precedenti e riemetterle con il regime desiderato, ma non è il tuo caso non avendo ancora fatturato.

Coi minimi mi risulta, con casi conosciuti personalmente, si possa segnalare anche un negativo, a seconda di quanto si riesca a dedurre (per esempio l'auto con uso promiscuo). Perciò sì, i vantaggi potrebbero essere non secondari. Si tratta, a mio giudizio, di casi che il legislatore dovrebbe scongiurare perché contrari al buon senso, ma non sono rari (non diminetichiamo comunque i limiti che ci sono sull'acquisto di beni strumentali). I superminimi restano molto interessanti, come da prima dei "metti e rimetti" (sempre con IVA non applicabile e coi numerosi limiti di accesso noti). Oltre all'irpef mi sfuggono però i contribuiti inps, non li hai conteggiati? In quale cassa sei?

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Jack Offline
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#6
24 May 2015, 21:57:07
Kairos Ha scritto:Chiedevo quale fosse la mia ditta perché non la trovavo sul modulo, ma in effetti c'è nella prima pagina: Ditta o ragione sociale. Corrisponde al mio cognome e nome.

Felice che fossi corretto su questo punto. Doveva essere così "a prescindere" dal modulo, quantomeno per come da sempre è strutturata la ditta (di cui spiegavamo il significato nell'altro post) per quanto concerne le imprese individuali e in mancanza di modifiche legislative sul punto che però non risultano.

Appena ho un minuto mi studio bene i moduli e la casistica alla luce delle novità di cui parliamo. A latere, intanto, fa molto piacere avere a che fare con un utente che usa parecchio il cervello e ricerca autonomamente, anche perché l'analisi del sole 24 ore mi appare condivisibile (e considerando la nota ricerca universitaria che dimostrò come in media le consulenze di commercialisti e avvocati siano tecnicamente errate circa il 50% delle volte). In presenza di una parziale ambiguità nella modulistica (dico parziale perché è sempre possibile fugarla a posteriori, e non è prassi rara con l'AE) è pacifico, almeno dovrebbe giurisprudenzialmente, che prevalgano le tue intenzioni mostrate in modo trasparente durante l'attività (fatturazione) e in sede di dichiarazione. Chi avesse già emesso fatture, mi rusulta possa annullare quelle precedenti e riemetterle con il regime desiderato, ma non è il tuo caso non avendo ancora fatturato.

Coi minimi mi risulta, con casi conosciuti personalmente, si possa segnalare anche un negativo, a seconda di quanto si riesca a dedurre (per esempio l'auto con uso promiscuo). Perciò sì, i vantaggi potrebbero essere non secondari. Si tratta, a mio giudizio, di casi che il legislatore dovrebbe scongiurare perché contrari al buon senso, ma non sono rari (non diminetichiamo comunque i limiti che ci sono sull'acquisto di beni strumentali). I superminimi restano molto interessanti, come da prima dei "metti e rimetti" (sempre con IVA non applicabile e coi numerosi limiti di accesso noti). Oltre all'irpef mi sfuggono però i contribuiti inps, non li hai conteggiati? In quale cassa sei?

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Kairos Offline
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#7
25 May 2015, 17:18:16
Jack Ha scritto:A latere, intanto, fa molto piacere avere a che fare con un utente che usa parecchio il cervello e ricerca autonomamente, anche perché l'analisi del sole 24 ore mi appare condivisibile (e considerando la nota ricerca universitaria che dimostrò come in media le consulenze di commercialisti e avvocati siano tecnicamente errate circa il 50% delle volte).

Grazie, provo a documentarmi con qualche ricerca su internet, fare il possibile mi sembra dovuto verso chi mi aiuta. Tuttavia sono molto, molto ignorante, sono giovane e non ho mai lavorato né fatto dichiarazioni dei redditi. Parto letteralmente da zero.
Ti prego di segnalarmi se esiste qualcosa come un'introduzione al sistema fiscale italiano per marziani, perché tutto quello che leggo dà troppe cose per scontate.

Jack Ha scritto:I superminimi restano molto interessanti, come da prima dei "metti e rimetti" (sempre con IVA non applicabile e coi numerosi limiti di accesso noti).
Con superminimi intendi lo stesso regime dei minimi di cui stiamo parlando, vero? (L. 244/2007 alla luce del d.lgs. 98/2011). Scusa ma vedo che i regimi hanno molti nomi, e la cosa mi confonde non poco. Non so neanche cosa siano i "metti e rimetti".

Jack Ha scritto:Oltre all'irpef mi sfuggono però i contribuiti inps, non li hai conteggiati? In quale cassa sei?

Non sapevo di doverli conteggiare. Quindi nei minimi ci sarà un circa 30% di contributi INPS.
All'INPS mi hanno detto di fare la gestione separata per lavoratori parasubordinati, se è questo che significa cassa.

Mi pare quindi di intuire che nei minimi:
  1. si è esenti da IVA;
  2. il 5% di Fatturato-Spese serve per assolvere l'IRPEF;
  3. i contributi INPS sono pari al 30% di Fatturato-Spese;
  4. non ci sono altre imposte o simili da conteggiare.

Se questo è vero, la percentuale di fatturato che resta in tasca sembra essere:
  • regime dei minimi senza spese: 1 - ((100%-SPESE) x (5%+30%) = 65%,
e il giudizio di convenienza del regime dei minimi rispetto al forfettario, senza considerare i limiti di spesa di ciascun regime, sembra essere:
  • rispetto i primi tre anni di forfettario, i minimi convengono quando le spese sono maggiori del circa 33% del fatturato;
  • rispetto il forfettario dal quarto anno, i minimi convengono quando le spese sono maggiori del circa 67% del fatturato.
Le percentuali dei limiti di convenienza, che sono arrotondate, corrisponderebbero circa a 1/3 del fatturato e 2/3 del fatturato, quindi potrebbero averlo fatto apposta.

Non ho ben chiaro quali siano tutte le «imposte in senso lato». Le chiamo così perché non so se si chiamino tutte imposte, comunque intendo riferirmi a «tutte le deduzioni su quanto rimane in tasca». Non ho ben chiaro perché la legge faccia fare i calcoli di cui sopra invece che mettere un'imposta unica. Per esempio ho sentito parlare delle seguenti cose:
  1. IRPEF,
  2. IRAP,
  3. addizionale regionale,
  4. addizionale comunale,
  5. IVA,
  6. studi di settore,
  7. ritenute fiscali da operare sulle somme corrisposte,
  8. ritenute fiscali da subire sulle somme percepite,
  9. contributi previdenziali.
Queste cose sono tutte imposte?

Per quanto riguarda la mia attività potrei ipotizzare delle spese pari al 2‒3% del fatturato, ma se anche ipotizzassi un 10% per tenermi largo sarei ancora ben al di sotto della soglia di convenienza dei minimi rispetto il forfettario. Questo ragionamento vale però se le supposizioni su cui ho basato i calcoli sono corrette.
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Kairos Offline
Mastro Osconiano
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#8
25 May 2015, 17:18:16
Jack Ha scritto:A latere, intanto, fa molto piacere avere a che fare con un utente che usa parecchio il cervello e ricerca autonomamente, anche perché l'analisi del sole 24 ore mi appare condivisibile (e considerando la nota ricerca universitaria che dimostrò come in media le consulenze di commercialisti e avvocati siano tecnicamente errate circa il 50% delle volte).

Grazie, provo a documentarmi con qualche ricerca su internet, fare il possibile mi sembra dovuto verso chi mi aiuta. Tuttavia sono molto, molto ignorante, sono giovane e non ho mai lavorato né fatto dichiarazioni dei redditi. Parto letteralmente da zero.
Ti prego di segnalarmi se esiste qualcosa come un'introduzione al sistema fiscale italiano per marziani, perché tutto quello che leggo dà troppe cose per scontate.

Jack Ha scritto:I superminimi restano molto interessanti, come da prima dei "metti e rimetti" (sempre con IVA non applicabile e coi numerosi limiti di accesso noti).
Con superminimi intendi lo stesso regime dei minimi di cui stiamo parlando, vero? (L. 244/2007 alla luce del d.lgs. 98/2011). Scusa ma vedo che i regimi hanno molti nomi, e la cosa mi confonde non poco. Non so neanche cosa siano i "metti e rimetti".

Jack Ha scritto:Oltre all'irpef mi sfuggono però i contribuiti inps, non li hai conteggiati? In quale cassa sei?

Non sapevo di doverli conteggiare. Quindi nei minimi ci sarà un circa 30% di contributi INPS.
All'INPS mi hanno detto di fare la gestione separata per lavoratori parasubordinati, se è questo che significa cassa.

Mi pare quindi di intuire che nei minimi:
  1. si è esenti da IVA;
  2. il 5% di Fatturato-Spese serve per assolvere l'IRPEF;
  3. i contributi INPS sono pari al 30% di Fatturato-Spese;
  4. non ci sono altre imposte o simili da conteggiare.

Se questo è vero, la percentuale di fatturato che resta in tasca sembra essere:
  • regime dei minimi senza spese: 1 - ((100%-SPESE) x (5%+30%) = 65%,
e il giudizio di convenienza del regime dei minimi rispetto al forfettario, senza considerare i limiti di spesa di ciascun regime, sembra essere:
  • rispetto i primi tre anni di forfettario, i minimi convengono quando le spese sono maggiori del circa 33% del fatturato;
  • rispetto il forfettario dal quarto anno, i minimi convengono quando le spese sono maggiori del circa 67% del fatturato.
Le percentuali dei limiti di convenienza, che sono arrotondate, corrisponderebbero circa a 1/3 del fatturato e 2/3 del fatturato, quindi potrebbero averlo fatto apposta.

Non ho ben chiaro quali siano tutte le «imposte in senso lato». Le chiamo così perché non so se si chiamino tutte imposte, comunque intendo riferirmi a «tutte le deduzioni su quanto rimane in tasca». Non ho ben chiaro perché la legge faccia fare i calcoli di cui sopra invece che mettere un'imposta unica. Per esempio ho sentito parlare delle seguenti cose:
  1. IRPEF,
  2. IRAP,
  3. addizionale regionale,
  4. addizionale comunale,
  5. IVA,
  6. studi di settore,
  7. ritenute fiscali da operare sulle somme corrisposte,
  8. ritenute fiscali da subire sulle somme percepite,
  9. contributi previdenziali.
Queste cose sono tutte imposte?

Per quanto riguarda la mia attività potrei ipotizzare delle spese pari al 2‒3% del fatturato, ma se anche ipotizzassi un 10% per tenermi largo sarei ancora ben al di sotto della soglia di convenienza dei minimi rispetto il forfettario. Questo ragionamento vale però se le supposizioni su cui ho basato i calcoli sono corrette.
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Kairos Offline
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#9
25 May 2015, 18:16:43 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 8 Jun 2015, 12:53:11 da Kairos.)
Ho trovato un'applicazione che sottrae i contributi previdenziali dall'imponibile. Se è corretto, le imposte senso lato nel regime forfettario dal quarto anno non sarebbero pari a (78% x (15%+30%)), lasciando in tasca il 64,9% del fatturato, bensì sarebbero pari a ((78%-30%) x 15% + 30%), lasciando in tasca il 69,9% del fatturato.

Questo alla luce del comma 64:
L. 190/2014, art. 1, co. 1 Ha scritto:64. I soggetti di cui al comma 54 determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività nella misura indicata nell'allegato n. 4 annesso alla presente legge, diversificata a seconda del codice ATECO che contraddistingue l'attività esercitata. Sul reddito imponibile si applica un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell'imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, pari al 15 per cento. Nel caso di imprese familiari di cui all'articolo 5, comma 4, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, l'imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta dall'imprenditore. I contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell'impresa familiare fiscalmente a carico, ai sensi dell'articolo 12 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni, ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito determinato ai sensi del presente comma; l'eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell'articolo 10 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni. Si applicano le disposizioni in materia di versamento dell'imposta sui redditi delle persone fisiche.

Tuttavia non sono in grado di capire se l'interpretazione è corretta o meno.
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Kairos Offline
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#10
25 May 2015, 18:16:43 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 8 Jun 2015, 12:53:11 da Kairos.)
Ho trovato un'applicazione che sottrae i contributi previdenziali dall'imponibile. Se è corretto, le imposte senso lato nel regime forfettario dal quarto anno non sarebbero pari a (78% x (15%+30%)), lasciando in tasca il 64,9% del fatturato, bensì sarebbero pari a ((78%-30%) x 15% + 30%), lasciando in tasca il 69,9% del fatturato.

Questo alla luce del comma 64:
L. 190/2014, art. 1, co. 1 Ha scritto:64. I soggetti di cui al comma 54 determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività nella misura indicata nell'allegato n. 4 annesso alla presente legge, diversificata a seconda del codice ATECO che contraddistingue l'attività esercitata. Sul reddito imponibile si applica un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell'imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, pari al 15 per cento. Nel caso di imprese familiari di cui all'articolo 5, comma 4, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, l'imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta dall'imprenditore. I contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell'impresa familiare fiscalmente a carico, ai sensi dell'articolo 12 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni, ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito determinato ai sensi del presente comma; l'eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell'articolo 10 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni. Si applicano le disposizioni in materia di versamento dell'imposta sui redditi delle persone fisiche.

Tuttavia non sono in grado di capire se l'interpretazione è corretta o meno.
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#11
26 May 2015, 20:47:43
Il post sopra aveva un errore ed è stato corretto
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Kairos Offline
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26 May 2015, 20:47:43
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Jack Offline
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3 Jun 2015, 15:26:20
Ciao Kairos, come dicevo anche altrove perdona la lentezza ma è un periodaccio di lavoro. Il numero di domande è veramente ampio ed è molto complesso rispondere bene a tutte per togliere alcune confusioni, andrebbero scomposte (senza contare la complessità oggettiva tecnica di alcune, che variano).
Direi, ad una letta molto veloce, che il calcolo finale è corretto, ma prendila col beneficio del dubbio perché ci vorrebbe un po' a studiare il tutto.
A monte, però, mi domando: hai mai parlato col tuo commercialista di questi punti prima di aprire la p.iva o comunque ora che l'hai aperta? Molti dubbi te li fugherà dicendo "non riguarda il tuo caso", per forutuna la contabilità semplificata esula da varie delle domande fatte. Avevo avuto occasione di conoscere quelli di contipronti.it, che fanno bene il loro lavoro a prezzi contenuti e mi sento quindi di consigliare (qualche tempo fa avevamo concordato una collaborazione proprio per il forum di Oscon, ma poi si faceva un po' troppo complessa ed abbiamo rinunciato).
@Gianluca, nel tuo caso spefico visto che ben ricordo sei nei minimi, andando al pratico: quanto ti resta percentualmente in tasca (visto che, in soldoni, mi pare sia questo ciò che interessa a Kairos a prescindere da tutti i dubbi inerenti la fiscalità più in generale)?

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3 Jun 2015, 15:26:20
Ciao Kairos, come dicevo anche altrove perdona la lentezza ma è un periodaccio di lavoro. Il numero di domande è veramente ampio ed è molto complesso rispondere bene a tutte per togliere alcune confusioni, andrebbero scomposte (senza contare la complessità oggettiva tecnica di alcune, che variano).
Direi, ad una letta molto veloce, che il calcolo finale è corretto, ma prendila col beneficio del dubbio perché ci vorrebbe un po' a studiare il tutto.
A monte, però, mi domando: hai mai parlato col tuo commercialista di questi punti prima di aprire la p.iva o comunque ora che l'hai aperta? Molti dubbi te li fugherà dicendo "non riguarda il tuo caso", per forutuna la contabilità semplificata esula da varie delle domande fatte. Avevo avuto occasione di conoscere quelli di contipronti.it, che fanno bene il loro lavoro a prezzi contenuti e mi sento quindi di consigliare (qualche tempo fa avevamo concordato una collaborazione proprio per il forum di Oscon, ma poi si faceva un po' troppo complessa ed abbiamo rinunciato).
@Gianluca, nel tuo caso spefico visto che ben ricordo sei nei minimi, andando al pratico: quanto ti resta percentualmente in tasca (visto che, in soldoni, mi pare sia questo ciò che interessa a Kairos a prescindere da tutti i dubbi inerenti la fiscalità più in generale)?

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3 Jun 2015, 15:46:49
Quanto? con pagamenti in contanti o fatturato? ]Big Grin

Battute a parte poco... l'INPS ha un carico davvero pesante.
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Battute a parte poco... l'INPS ha un carico davvero pesante.
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