23 Jan 2012, 20:01:16
Salve ragazzi,
e complimenti per questo ottimo forum.
Fino ad oggi sono stato dipendente ma nei prossimi mesi vorrei provare a lavorare in proprio, qui in italia o in UE se ci fosse la possibilità.
Volevo chiedervi un parere (per i dettagli chiaramente mi farò seguire da un commercialista) riguardo alla possibilità di lavorare come freelance "location indipendent"
in italia o all'estero in UE (per periodi anche superiori ai 180 giorni) senza incorrere in problemi di doppia imposizione fiscale o altro.
Supponendo di iniziare in italia:
1) apertura di una partita iva con regime dei minimi o ordinario (vedere per la possibilità di scaricare o meno spese)
2) iscrizione VIES per poter fatturare in UE
Se successivamente volessi lavorare in uno stato UE come contractor (con presenza in luogo quindi):
3) iscrizione AIRE
4) cambio di residenza obbligatorio ???
Volevo sapere se qualcuno magari vive questa condizione ed essere sicuro di non dimenticare nulla quando chiederò consulto al mio commercialista.
Molte Grazie
e complimenti per questo ottimo forum.
Fino ad oggi sono stato dipendente ma nei prossimi mesi vorrei provare a lavorare in proprio, qui in italia o in UE se ci fosse la possibilità.
Volevo chiedervi un parere (per i dettagli chiaramente mi farò seguire da un commercialista) riguardo alla possibilità di lavorare come freelance "location indipendent"
in italia o all'estero in UE (per periodi anche superiori ai 180 giorni) senza incorrere in problemi di doppia imposizione fiscale o altro.
Supponendo di iniziare in italia:
1) apertura di una partita iva con regime dei minimi o ordinario (vedere per la possibilità di scaricare o meno spese)
2) iscrizione VIES per poter fatturare in UE
Se successivamente volessi lavorare in uno stato UE come contractor (con presenza in luogo quindi):
3) iscrizione AIRE
4) cambio di residenza obbligatorio ???
Volevo sapere se qualcuno magari vive questa condizione ed essere sicuro di non dimenticare nulla quando chiederò consulto al mio commercialista.
Molte Grazie

La regola dei 180 giorni (che hai citato con cognizione di causa) è piuttosto importante per la determinazione del luogo in cui si hanno i propri interessi, ma non è l'unica. L'iscrizione all'AIRE è obbligatoria qualora si soggiorni continuativamente più di 180 giorni in un altro paese, e in tal caso anche il cambio di residenza. L'iscrizione ovviamente è obbligatoria in caso di cambio di residenza. E' obbligatorio avere la residenza nel luogo in cui c'è il poprio "centro di interessi", ove -sì- dev'esser presa la residenza. Se comunque il tuo centro di interessi rimane l'italia (pur avendo clienti esteri) non credo che i paesi esteri coinvolti avranno qualcosa da ridire (in particolar modo in virtù degli accordi di doppia imposizione): certamente non avrà nulla da dire l'Italia, poichè qui continuerai a pagare imposte.