23 Mar 2014, 12:09:44
Visto che sono nuovo del forum, sto leggendo un po' i vari thread aperti. Vi do qualche indicazione sulla situazione processuale del recupero crediti in Italia.
Prima di intraprendere una causa civile, è ormai molto consigliato capire e verificare prima se la vostra controparte è titolare di:
Se non è titolare di nulla, è bene pensare attentamente se intraprendere o meno la causa, perchè se anche vincete, sicuramente avrete enormi problemi a recuperare il vostro credito.
Infatti, molte persone vivono ormai nell'ombra, specialmente a causa della crisi economica e della recessione. Non pagano più nulla, nè le tasse, nè i contributi previdenziali, nè i debiti in genere: e se posseggono qualcosa, lo intestano ai parenti e agli amici, i più fidati possibile ovviamente.
In questi casi è sconsigliato procedere, in quanto per avviare qualunque causa, lo Stato chiede comunque un "contributo unificato" iniziale, che varia a seconda degli importi per cui si procede.
Vi sono molti siti in cui potete aggiornarvi circa questo dettaglio: basta digitare su google l'espressione "contributo unificato 2014", aggiungendo di volta in volta l'anno in corso e avrete delle tabelle che indicano i costi richiesti dallo Stato, in modo forfettario, per iniziare e coltivare una causa civile. Ovviamente questi costi variano a seconda del tipo di procedimento.
Per verificare se un cliente possiede qualcosa, avrete vari metodi:
Una volta verificati questi aspetti, si possono intraprendere varie cause, a seconda del credito, ma soprattutto del supporto probatorio, cioè dei documenti che avete in mano.
Tendenzialmente, ragioniamo in questi termini:
La causa ordinaria può assumere connotati di velocità maggiore, se verte in materia di lavoro:
Prima di intraprendere una causa civile, è ormai molto consigliato capire e verificare prima se la vostra controparte è titolare di:
- conti in banca da pignorare;
- immobili;
- beni mobili registrati o di altro tipo.
Se non è titolare di nulla, è bene pensare attentamente se intraprendere o meno la causa, perchè se anche vincete, sicuramente avrete enormi problemi a recuperare il vostro credito.
Infatti, molte persone vivono ormai nell'ombra, specialmente a causa della crisi economica e della recessione. Non pagano più nulla, nè le tasse, nè i contributi previdenziali, nè i debiti in genere: e se posseggono qualcosa, lo intestano ai parenti e agli amici, i più fidati possibile ovviamente.
In questi casi è sconsigliato procedere, in quanto per avviare qualunque causa, lo Stato chiede comunque un "contributo unificato" iniziale, che varia a seconda degli importi per cui si procede.
Vi sono molti siti in cui potete aggiornarvi circa questo dettaglio: basta digitare su google l'espressione "contributo unificato 2014", aggiungendo di volta in volta l'anno in corso e avrete delle tabelle che indicano i costi richiesti dallo Stato, in modo forfettario, per iniziare e coltivare una causa civile. Ovviamente questi costi variano a seconda del tipo di procedimento.
Per verificare se un cliente possiede qualcosa, avrete vari metodi:
- verificare al catasto se è titolare di immobili (ricordo che il Catasto è un registro fiscale, per cui non fornisce la certezza assoluta sulla situazione di quel cliente; per avere la certezza, bisogna rivolgersi, invece, alla Conservatoria per i Registri Immobiliari della città di riferimento);
- P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico), per verificare se un cliente è intestatario di automobili o vetture e se queste sono già ipotecate da qualcun altro;
- agenzia investigativa: i costi sono molto alti, ma permette di avere una visione completa della situazione. Ovviamente ci si rivolge a costoro solo se il credito è elevato e la spesa vale la pena, altrimenti lasciate perdere. Se vi rivolgete ad un'agenzia investigativa, fatevi mettere per iscritto le condizioni e il prezzo della consulenza. Non si vorrebbe mai che una volta pagato il prezzo, l'agenzia non vi desse il risultato, con la scusa che tanto quel cliente non possiede nulla.
Una volta verificati questi aspetti, si possono intraprendere varie cause, a seconda del credito, ma soprattutto del supporto probatorio, cioè dei documenti che avete in mano.
Tendenzialmente, ragioniamo in questi termini:
- decreto ingiuntivo (anche nella nuova forma telematica), se uno possiede documenti pregnanti, quali fatture, estratti autentici scritture contabili, assegni, cambiali, documenti scritti notarili contenenti obblighi, riconoscimenti di debito o promesse di pagamento, eccetera;
- causa ordinaria (negli altri casi).
La causa ordinaria può assumere connotati di velocità maggiore, se verte in materia di lavoro:
- ricorso di lavoro: si tratta di un procedimento che teoricamente è rapido, ma che ultimamente si è reso complice di lungaggini inaudite, tra cui la fissazione dell'udienza, la prima udienza di comparizione avanti al Giudice del Lavoro, un anno dopo il deposito del ricorso stesso;
- procedimento rapido introdotto dalla legislazione recente per ottenimento di provvedimenti rapidi, se basati su documenti scritti e se la causa non richiede l'escussione testimoniale.
