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cliente che si ripresenta dopo 2 anni dall'acconto
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Rispondi alla discussione: cliente che si ripresenta dopo 2 anni dall'acconto
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Smilie
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[quote="StudioDuchemino" pid='7433' dateline='1425405011'] [quote=david rossi] secondo me, essendosi reso inadempiente, nonostante i miei solleciti a distanza di 5 mesi pure dal termine concesso in preventivo, l'acconto l'avrebbe perso. lui dice che non è corretta questa cosa. per questo ci siamo arenati. mi sembra una bella presa in giro, se devo ancora ritenere buono l'acconto, dopo che gli sono stato appresso per mesi, e lui mi ha pure risposto dicendo "si si, mi sono incontrato col fotografo, ora ti mando le foto, ora mi ci metto sul sito..." [/quote] Il problema, a livello legale, è piuttosto semplice, come è stato detto sopra. E' possibile ritenere che l'acconto (o la caparra, a seconda delle interpretazioni) sia "perduto" alla sola condizione che il contratto precedente si sia sciolto in qualche modo, per effetto quindi di un fenomeno che ne ha determinato la "conclusione". In caso contrario, non è possibile determinare la perdita di un acconto, se si tratta del medesimo contratto dell'epoca. Ciò significa, quindi, che questo cliente punta sul fatto che non esiste, secondo lui, un vero evento interruttivo, che ha determinato la scomparsa del rapporto precedente. Questo evento dovrebbe ricollegarsi in questo caso all'inadempimento, tuttavia l'inadempimento in sè non ha valore se non v'è stata una pronuncia giurisdizionale del giudice che abbia pronunciato la risoluzione del contratto e questo anche quando nel contratto siano inserite clausole che determinino una risoluzione "automatica": anche in questi casi, seppure l'intervento del giudice non sia discrezionale e valutativo, ma si limiti a prendere atto di uno scioglimento che è già avvenuto in automatico, nel caso di contestazione tra le parti la pronuncia è inevitabile. Detto questo, quindi, è evidente che bisogna far leva con il cliente su un qualche fenomeno interruttivo, facendogli capire che l'inadempimento e la norma sul termine lasciano intendere che se si andasse davanti al giudice, il risultato sarebbe appunto la risoluzione. Il discorso, però, non sarebbe risolutivo, se non si dimostra anche il titolo per cui si trattiene questo tipo di denaro, infatti come ti era stato detto sopra da Jack solo nel caso di caparra è possibile trattenerla, cioè se la parte inadempimente è quella che ha dato la caparra la perde (art. 1385 cod. civ.). Però, il capire che tipo di somma era, se acconto o caparra, è questione di interpretazione del contratto. Per il futuro ti consiglio, però, di inserire qualche clausola più esplicita sul punto, che preveda il trattenimento della somma a titolo di caparra, penale o altro, nel caso di superamento di un termine essenziale per le parti. Altra prospettiva che avevo dato era ritenere il tutto un'opera intellettuale e quindi far leva sul rimborso spese che spetta al professionista quando si verifica un'interruzione della fiducia tra professionista e cliente. [/quote]
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