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Forum fiscale di Oscon › Forum ufficiale di Oscon › Fisco e normative › Vendita online e siti web con partita iva diversa, come inquadrarsi?

Modo discussione
Vendita online e siti web con partita iva diversa, come inquadrarsi?
Terix Offline
Osconiano
Messaggi: 3
Discussioni: 1
Registrato: Oct 2010
#1
12 Oct 2010, 19:29:51
Salve a tutti,

la mia ragazza ha una partita iva per il commercio online. Io mi occupo di fare siti web (fino ad ora sempre in co.co.pro.) ma vorrei mettermi in proprio.

Si può usare la partita della mia ragazza, magari espandendola? Se si, come procedere? Dato che l'attività di siti web la svolgo insieme a lei, si potrebbe usare un nome più accattivamente per l'attività anche se ufficialmente non è legato alla partita iva? Si potrebbe eventualmente legare? Se dovessero essere create anche altre pubblicazioni multimediali (es. foto, video), il discorso cambia?

Purtroppo nessuno dei commercialisti che ho contattato ha saputo darmi delucidazioni a riguardo.
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Jack Offline
Deus ex machina
Messaggi: 1.870
Discussioni: 95
Registrato: Jul 2007
#2
12 Oct 2010, 19:49:11
Ciao ragazzi, benvenuti Smiling

Terix Ha scritto:la mia ragazza ha una partita iva per il commercio online.

Con quale codice? Con quale regime fiscale?

Citazione:Si può usare la partita della mia ragazza, magari espandendola? Se si, come procedere?

Direi di sì. Aggiungendo, se necessario, un codice più specifico all'attività aziendale non in contrasto col primo (cosa improbabile, visto il settore, ma da verificare con un commercialista). Dai un'occhiata qua e qua, per esempio.

Citazione:Dato che l'attività di siti web la svolgo insieme a lei, si potrebbe usare un nome più accattivamente per l'attività anche se ufficialmente non è legato alla partita iva?

Non sono sicuro di capire bene. Intanto, comunque, puoi dare direttamente un nome più accattivante alla ditta individuale della tua ragazza (per esempio, "Technolab di Cacciola Martina"). Il nome può essere costituito dal cognome e nome del titolare o da un nome di fantasia che sia seguito almeno dal cognome o dalle iniziali del titolare.

Puoi anche utilizzare un nome a dominio diverso dal nome aziendale, ma naturalmente le fatture devono essere con l'intestazione corretta senza alcuna minima ambiguità, così come ciascun documento ufficiale. L'importante è non dare mai l'impressione (o giocare sull'ambiguità) che qualcosa che non è un'azienda lo sia. Ricorda, tra l'altro, che la legge italiana impone di mettere il numero di partita iva in home page (norma poco nota e poco rispettata, ma che - quando manca un po' di liquidità - viene fatta rispettare).

Giusto perché ne teniate conto: da un punto di vista formale, se l'attività è svolta da entrambi, dovreste entrambi inquadrarvi, altrimenti uno dei due - a seconda del rapporto che avete - a tutti gli effetti lavora in nero (vedasi un po' di giurisprudenza in merito). Per esempio tramite una snc, o lavorando uno dei due alle dipendenze dell'altro, come collaboratore, ecc.

Citazione:Se dovessero essere create anche altre pubblicazioni multimediali (es. foto, video), il discorso cambia?

Stesso discorso di prima. Dipende dai codici attività. Anche in questo caso, dacché sono afferenti, direi che non cambia. In ogni caso dovrai per forza passare per un commercialista per fare ciò, quindi, anche portandogli questi elementi, dovrà consigliarti al meglio. Altrimenti cambialo!! Smiling

J
Oscon: il facsimile di contratto e prestazione occasionale! Smiling
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Terix Offline
Osconiano
Messaggi: 3
Discussioni: 1
Registrato: Oct 2010
#3
13 Oct 2010, 21:34:13
Grazie per la celere risposta e le delucidazioni Smiling
Il codice della attuale p.iva è 52.61.4 (Commercio al dettaglio di prodotti non alimentari effettuato via Internet) ed è in regime dei minimi e la forma giuridica è una impresa individuale, iscritta come piccolo imprenditore.
Crediamo che non ci siano problemi ad espandere con il codice 62.01.00 (Produzione di software non connesso all'edizione). Essendo lei registrata come impresa individuale, io come dovrei risultare registrato?
Quindi per il nome non c'è problema, potremmo chiamarci subito anche "superweb di rossi maria" anche se ufficialmente "superweb" non è registrato da nessuna parte? Se volessimo registrare il marchio per evitare problemi di plagio o di furto del nome, come è meglio procedere?
Siamo potenzialmente interessati anche a queste espansioni: 85.59.20
(Corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale); 59.11.00
(Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi);
74.20.19 (Altre attività di riprese fotografiche). Ci sono limiti al numero di codici associabili ad una p.iva?
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Terix Offline
Osconiano
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Discussioni: 1
Registrato: Oct 2010
#4
24 Oct 2010, 23:35:54
domanda troppo difficile? Sad
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Jack Offline
Deus ex machina
Messaggi: 1.870
Discussioni: 95
Registrato: Jul 2007
#5
25 Oct 2010, 06:15:03
Perdona la lentezza ma è un periodaccio per il lavoro e non uso mai la segnalazione automatica per non riempirmi le casella e perciò mi accorgo delle varie novità solo quando passo nei siti. Winking

Terix Ha scritto:Essendo lei registrata come impresa individuale, io come dovrei risultare registrato?

Formalmente potresti lavorare come suo dipendente, e lei dovrebbe poi pagare i contributi e così via. Oppure potete formare una società congiuntamente (es: snc o sas, per contenere i costi). Altrimenti potresti anche effettuare una prestazione occasionale a lei, qualora il lavoro fosse occasionale, o valutare un'altra forma di tipo sempre provvisorio.

La questione è un po' complessa perchè voi non avete rapporto familiare. Altrimenti sarebbe più facilmente gestibile. Certo, spesso tra fidanzati o amici concretamente succede che ci si "fa un favore" dandosi una mano volontariamente. Ma ovviamente posso consigliare solo le cose a norma di legge. Anche perché - e lo dico poiché la giurisprudenza è piena di casi del genere - qualora voi vi lasciaste (facciamo le corna Smiling ) uno potrebbe denunciare l'altro per il lavoro in nero, lo sfruttamento, i contributi non pagati, e così via.

Citazione:Quindi per il nome non c'è problema, potremmo chiamarci subito anche "superweb di rossi maria" anche se ufficialmente "superweb" non è registrato da nessuna parte?

No. Per farlo devi cambiare la ragione sociale. Ora la sua ragione sociale immagino che sia il suo nome, giusto? La puoi cambiare secondo le regole che dicevo sopra. L'uso di un nome di dominio differente mi risulta invece tollerato senza problemi, purché non ingannevole.

Citazione:Se volessimo registrare il marchio per evitare problemi di plagio o di furto del nome, come è meglio procedere?

Già modificando la ragione sociale introduci una serie di tutele automatiche sul nome. Se poi vuoi registrare specificamente il logo o il marchio lo puoi fare, ma è una procedura costosa il cui prezzo varia tra l'altro secondo l'ampiezza di copertura (nazionale, plurinazionale, mondiale). Al momento, se ho capito la tua situazione, tenderei a sconsigliartelo. Altrimenti puoi informarti presso la tua camera di commercio per inoltrare i moduli relativi.

Citazione:Siamo potenzialmente interessati anche a queste espansioni: 85.59.20 (Corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale); 59.11.00 (Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi); 74.20.19 (Altre attività di riprese fotografiche). Ci sono limiti al numero di codici associabili ad una p.iva?

Valutando i ricavi provenienti dalle varie attività se ne deve scegliere una prevalente, le altre ricadranno nel medesimo inquadramento. Non mi risultano limiti particolari se affini, di norma se ne usano due o tre. Se vuoi fare vendita potresti scegliere il 47.91.10 che è piuttosto omnicomprensivo. Ma bisogna valutare la natura dell'attività e tener conto che la normativa è in constante evoluzione. Dato poi che questo genere di modifiche deve essere svolta da un commercialista abilitato, è sempre bene fare riferimento a lui, il quale soprattutto dovrà rispondere degli eventuali errori.

J Winking
Oscon: il facsimile di contratto e prestazione occasionale! Smiling
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prodmon Offline
Osconiano
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Discussioni: 0
Registrato: Nov 2010
#6
14 Nov 2010, 13:56:40
Ho una problematica simile.
A marzo 2010 mi sono iscritta alla Camera di Commercio di Genova per la vendita al dettaglio di prodotti alimentari e non, vendita solo via internet, ossia tramite sito e-commerce e pago l'INPS normale come commerciante. Sono nel regime fiscale dei minimi.
Ho creato personalmente il mio sito e-commerce, la personalizzazione del template grafico, ne eseguo l'aggiornamento etc. Insomma faccio tutto io perché lo so fare e uso programmi che mi consentono di fare tutto senza conoscenze di programmazione che vadano oltre il linguaggio html (ormai noto anche ai ragazzini).
Ho anche un rapporto di lavoro con un'associazione per cui aggiorno su loro richiesta un loro sito CMS, produco documenti pdf su dati loro che hoi carico in esso, ultimamente ho creato alcune pagine web in semplice formato html e alcune immagini.
La Confcommercio mi aveva detto che tale tipo di attività poteva rientrare nella mia attività di commercio via internet, in quanto si configurava come l'attività di un negozio di materiale fotografico che sviluppa anche fotografie (che non è semplice vendita di merci) o va a fare servizi fotografici per le prime comunioni (servizio ad hoc, non vendita merci).
L'associazione a cui svolgo i servizi sopra citati pretende invece la fattura con R.ACC. ossia come professionista in quanto per loro il mio servizio è di "sviluppo software" e così si sentirebbe tutelata nel diritto di fruttamento di quanto da me prodotto per loro. In realtà per loro non faccio niente di diverso da quanto faccio per me e la mia attività on-line, anzi, forse un poco meno. E secondo me potevo benissimo tutelare i loro diritti con un'opportuna dichiarazione.
L'aggiunta di una seconda attività come professionista per me comporterebbe una doppia attività, peraltro ammessa per il regime dei minimi, ma anche l'iscrizione alla gestione separata dell'INPS con supplemento di oneri sul reddito complessivo. E non mi sembra neanche di avere tali competenze dal punto di vista tecnico.
Probabilmente per non perdere il cliente farò come chiedono, visto anche che la vendita on-line non va tanto, ma mi sembra che quanto da me svolto non rientri nell'attività del libero professionista del software che ha davvero ben altre competenze rispetto alle mie che sono solo quelle di un utente avanzato.
Vorrei sapere se la soluzione che mi aveva consigliato la Confesercenti era davvero corretta o c'era della superficialità e se usata da altri.
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sandro.oliva Offline
Dio Osconiano
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#7
20 Nov 2010, 19:19:38
Secondo me potevi benissimo fatturare come pensavi tu.... ma che il cliente ti dice come devi fatturare tu ? Casomai se non sei in regola, saranno affari tuoi, e non loro....

Se non sei soggetto a RA... non sei soggetto, e basta.

Non so come funziona se sei iscritta in camera di commercio per vendita di beni, ma penso che un servizio lo puoi benissimo vendere per una volta... e nessuno ti dirà nulla.

Sandro
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prodmon Offline
Osconiano
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Registrato: Nov 2010
#8
20 Nov 2010, 20:13:21
sandro.oliva Ha scritto:Secondo me potevi benissimo fatturare come pensavi tu.... ma che il cliente ti dice come devi fatturare tu ? Casomai se non sei in regola, saranno affari tuoi, e non loro....

Se non sei soggetto a RA... non sei soggetto, e basta.

Non so come funziona se sei iscritta in camera di commercio per vendita di beni, ma penso che un servizio lo puoi benissimo vendere per una volta... e nessuno ti dirà nulla.

Sandro

Grazie per il contributo, ma non è così semplice: non si tratta di un lavoro occasionale, ma di una commessa che dura nel tempo e che ha una certa rilevanza economica. Inoltre, se ci fosse obbligo di R.Acc. e non la metto in fattura, io faccio un errore e ma coinvolgo anche il cliente che dovrebbe pagare e versare in certi termini tale R. Acc. a mio favore.
Comunque grazie.
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sandro.oliva Offline
Dio Osconiano
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Registrato: May 2010
#9
21 Nov 2010, 12:50:53
no, aspetta...
i liberi profesionisti e le ditte individuali non iscritte in camera di commercio, cioè in pratica i lavoratori autonomi con partita iva, hanno l'obbligo di emettere le fatture in ritenuta d'acconto.

Se tu hai un altro tipo di attività e non fatturi in ritenuta d'acconto, vuol dire che non sei soggetto a RA. Quindi non è che per un cliente fai la fattura con ritenuta e per un altro ci metti la ritenuta.

Quello che intendevo dire io, è che al tuo cliente non cambia nulla.... io sono soggetto a RA, e sai quante volte dei clienti mi hanno chiesto la fattura senza la RA ?!?!?!? Ma non si può fare e basta.....

Il problema casomai sta nel fatto, se puoi o non puoi fare (in teoria) un certo tipo di lavoro. Ossia se con il tuo tipo di partita iva puoi fare determinati servizi. Casomai avresti solo l'obbligo di aggiungere qualche codice attività alla tua partita IVA, ma non quella di aprire un'altra partita IVA come consulente solo perchè il tuo cliente vuole una fattura con la ritenuta! Questa è la cosa assurda che volevo mettere in evidenza.

Sandro
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prodmon Offline
Osconiano
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Discussioni: 0
Registrato: Nov 2010
#10
21 Nov 2010, 14:37:33
sandro.oliva Ha scritto:no, aspetta...
i liberi profesionisti e le ditte individuali non iscritte in camera di commercio, cioè in pratica i lavoratori autonomi con partita iva, hanno l'obbligo di emettere le fatture in ritenuta d'acconto.

Se tu hai un altro tipo di attività e non fatturi in ritenuta d'acconto, vuol dire che non sei soggetto a RA. Quindi non è che per un cliente fai la fattura con ritenuta e per un altro ci metti la ritenuta.

Quello che intendevo dire io, è che al tuo cliente non cambia nulla.... io sono soggetto a RA, e sai quante volte dei clienti mi hanno chiesto la fattura senza la RA ?!?!?!? Ma non si può fare e basta.....

Il problema casomai sta nel fatto, se puoi o non puoi fare (in teoria) un certo tipo di lavoro. Ossia se con il tuo tipo di partita iva puoi fare determinati servizi. Casomai avresti solo l'obbligo di aggiungere qualche codice attività alla tua partita IVA, ma non quella di aprire un'altra partita IVA come consulente solo perchè il tuo cliente vuole una fattura con la ritenuta! Questa è la cosa assurda che volevo mettere in evidenza.

Sandro

sì, ho capito. Grazie ancora. Mi orienterò così.
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