Guida all'inizio attività: scegliere tra ditta individuale e libero professionista
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Ciao,
dopo aver dato un'occhiata a
cos'è di preciso una prestazione occasionale, parliamo dell'inizio di una attività.
Le professioni informatiche sono tra le poche rimaste nelle quali è ancora possibile scegliere se aprire la p.iva come libero professionista oppure come azienda (ditta individuale). Nel tuo caso il libero professionista è probabilimente la scelta migliore.
Regime dei contribuenti minimi
Se prevedi di guadagnare meno di 30.000 euro lordi all'anno, ti conviene in ogni caso molto probabilmente scegliere il cosiddetto regime di "contribuenti minimi" (sopra tali cifre la questione si complica poichè c'è la questione degli studi di settore che modifica l'imposizione fiscale, e in più c'è l'IVA, quindi ogni caso diventa un po' a sé).
- Di imposte paghi il 20% sull'imponibile, e i calcoli da fare sono quindi più semplici.
- I prezzi che farai saranno esenti IVA (senza IVA - cosa da indicare in fattura).
- Non dovrai tenere libri contabili: l'unica cosa da conservare sono le fatture.
Differenza tra libero professionista e ditta individuale
Ciò detto, la scelta tra libero professionista e ditta individuale artigiana non riguarda quindi le imposte (se scegli il regime dei contribuenti minimi, in entrambi i casi pagherai comunque il 20%), bensì i contributi previdenziali:
A) Nel caso del libero professionista paghi il 20% sul guadagno lordo annuale.
B) Nel caso della ditta artigiana, invece, fino a circa 14.200 euro lordi annuali paghi circa 2'800 euro, per quanto eccede la cifra paghi il 20%.
Le soglie sono riferite all'anno 2009 (ogni anno vengono rinegoziate in peggio) ed è comunque meglio chiedere conferma a un commercialista di eventuali cambi (frequenti).
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Qualche esempio concreto ipodizzando di guadagnare 15000 euro all'anno:
Libero professionista
15'000 euro (guadagno lordo annuale) - 20% (contributi previdenziali) = 12'000 euro (imponibile). Ai 12.000 euro andrà quindi tolto il 20% di imposte (12.000 - 20% = 9600 euro lordi).
In tasca rimangono: 9600 euro.
Ditta individuale artigiana
Fino ai 14.200 euro paghi un fisso di 2800 euro di contributi previdenziali; e sui 1200 euro restanti (15.000 - 13.800) paghi il 20%.
15'000 euro - 3800 euro - 240 euro = 10960 euro (imponibile). Dall'imponibile di 10960 euro va tolto infine il 20% di imposte e l'INAIL (circa 100 euro annui).
In tasca ti rimangono: 9500 euro circa.
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Ipotizzando quindi un guadagno di circa 15.000 euro lordi, anche aderendo al regime dei contribuenti minimi, la differenza è minima. Perciò affinché convenga scegliere la ditta individuale anziché il libero professionista, è necessario guadagnare più di circa 15'000 euro.
La "fregatura" degli artigiani (ma anche il vantaggio se si guadagna più di 15'000) è proprio data dal fatto che fino a 13.800 euro si paga un fisso di 3'800 euro: perciò se per esempio guadagni 6.000 euro in un anno anziché 13.800, paghi comunque 3.800 euro di contributi previdenziali.
Un tempo essere artigiano conveniva di più, poiché le soglie erano più vantaggiose. Oggi invece anche guadagnando più di 15'000 euro lordi annuali, la differenza non è molto significativa, mentre è ancora abbastanza decisiva qualora si guadagni meno: nel qual caso conviene il libero professionista (ma spesso di poco).
In tutti i casi, se decidi di essere libero professionista devi:
- aprire la partita IVA
- iscriverti alla gestione separata dell'INPS
Se decidi di aprere la ditta individuale con attività prevalente quella di sviluppo siti web:
- aprire la partita IVA
- iscriverti al registro delle imprese
- iscriverti all'albo artigiani
- iscriverti all'
INPS artigiani
- iscriverti all'INAIL
Se decidi di aprere la ditta individuale con attività prevalente invece quella di consulente:
- aprire la partita IVA
- iscriverti al registro delle imprese
- iscrizione
INPS commercianti (settore: terziario)
Cose che puoi far fare tutte dal commercialista, ovviamente.
Il commercialista
In tutti i casi, metti sempre in conto anche 300-600 euro annuali di commercialista (a seconda se fai fare solo la dichiarazione dei redditi o tutta la contabilità, numero di fatture, ecc.). Il colloquio iniziale per decidere cosa fare e per calcolare quanto si dovrà spendere di norma è gratuito (e se non lo è, scegli un altro commercialista).
I codici
Se scegli la ditta individuale, consulta la
tabella dei codici attività "Ateco". Nel tuo caso, probabilmente possono andare bene questi due codici:
- Codice: 63.12.00; Descrizione: "Portali web" (pag. 33 del PDF).
- Codice: 74.10.21; Descrizione: "Attività dei disegnatori grafici di pagine web" (pag. 33 del PDF).
Se lo desideri, puoi scegliere anche più di un codice. Una delle attività però deve essere indicata come quella "prevalente", ossia quella che concretamente procura la maggior parte degli introiti.
Camera di commercio
Riguardo la Camera di Commercio: sì, la ditta individuale artigiana deve iscriversi, si occuperà di ciò il commercialista, comunque.
In caso di crediti
L'artigiano gode di prelazione sui crediti di aziende in fallimento. Ovvero: se una ditta in fallimento ti deve 10'000 euro, dopo i dipendenti di norma verrà saldato ciò che si deve a te (o almeno una parte) prima degli altri creditori.
Lavorare per enti pubblici
Qualunque sia la tua scelta, tieni conto infine di un particolare che può essere discriminante: se prevedi di avere come clienti anche Enti pubblici e non sei laureato, devi necessariamente scegliere la ditta individuale (questo perché la Finanziaria 2008 ha introdotto l'obbligo di possesso della laurea per chi lavora con le pubbliche amministrazioni: obbligo che si applica alle "persone" - e quindi ai liberi professionisti - ma ovviamente non alle "aziende" - le ditte individuali -).
Gestione dei clienti
Beh, per quello c'è
Oscon.
Buona fortuna!
J